La deriva culturale della destra toscana

Tira una brutta aria e, questa volta, non dipende dal cambiamento climatico. Mi riferisco alla deriva culturale che sembra aver colpito anche le amministrazioni locali guidate da sindaci di centrodestra.

Alcuni fatti di cronaca solo delle ultime settimane confermano una deriva che è culturale, prima ancora che politica. Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittima, esponente del Pd e dipendente del Comune di Piombino, è stato licenziato dalla giunta di centrodestra, reo di aver usufruito di permessi previsti dalla legge per esercitare le funzioni e i doveri di primo cittadino. Se a Piombino si licenzia un dipendente per motivi politici a Pisa si rimuove un’edicola simbolo di legalità che nel 2014 era stata confiscata alla mafia e restituita alla comunità. Forse si poteva valorizzare meglio, forse si potevano pensare progetti sociali nuovi. Ma il punto è un altro: con un atto unilaterale la giunta ha rimosso l’edicola, collocandola in un deposito rottami, creando l’ennesima divisione, cito solo quella con le donne pisane tra le tante, intorno a un tema rilevantissimo, la lotta alla mafia, che dovrebbe unire.

A proposito di risorse pubbliche e venendo alla mia terra senese, il sindaco del comune capoluogo ha patrocinato un evento con un chiaro e pesante orientamento ideologico, ospitando figure impegnate a sostenere tesi “complottiste”, a rilanciare la testi anti-gender. Ma se anche non volessimo soffermarci sull’ennesimo incredibile riferimento a Bibbiano o alle discutibili tesi sovraniste al centro dello show, come si possono concedere i simboli e le risorse istituzionali di un’intera comunità, Siena, che ha caratterizzato sin dal dopoguerra la sua storia per l’impegno nelle politiche per i servizi all’infanzia? Vedo in tutto questo la stessa arroganza con la quale questa amministrazione, alcuni mesi fa, cancellò in un sol colpo, la battaglia che aveva portato già il Comune a impegnarsi a utilizzare, nei propri atti, un adeguato linguaggio di genere.

Ho richiamato solo gli ultimi di una serie di eventi che troppo spesso, se presi singolarmente, rischiano di passare inosservati. Le destre al governo della città toscane hanno abbracciato istanze populiste, demagogiche e propagandistiche pericolose, con una grande voglia di cancellare conquiste, evoluzioni, testimonianze della cultura democratica e progressista che nel Governo locale ha visto amministratori e amministratrici costruire orizzonti sempre più avanzati. Gli anticorpi della Toscana sono ancora forti, perché si sono formati in una terra che ha dato molto ai diritti civili ed al libero pensiero, che è stata avanguardia nelle norme sulla cittadinanza di genere, sull’accesso ai servizi per l’infanzia, ospitando e patrocinando importanti eventi sui diritti civili e governando con sapienza l’accoglienza dei migranti. La nostra Regione ha dato vita a leggi e atti che hanno fatto da apripista su molti temi importanti e si è caratterizzata per il suo patrimonio culturale, sociale, per il diffuso grado di civismo, per modelli di cultura politica aperti e avanzati. Oggi, una crescita delle destre sovraniste può mettere a rischio tutto questo. È un problema di cultura politica, ma con possibili e immediate ricadute sociali. E se spazzi via pluralismo e conquiste, alimenti un humus culturale pericoloso e poi non puoi stupirti se a una giovane sindaca, come quella di Empoli, vengono inviate messaggi di morte. Le prossime elezioni regionali saranno un banco di prova importante anche per misurare la capacità della sinistra e delle forze progressiste politiche e civiche toscane, degli uomini e delle donne di questa terra, di ripartire fermando questa onda di arretramento civile e sociale.

Susanna Cenni, deputata Pd

Be Sociable, Share!

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *