#Lettera. C’è posta da Bruxelles

C’è posta da Bruxelles. Ma non si tratta di buone notizie. La lettera arrivata dall’Unione Europea per chiedere chiarimenti sullo stato dei conti del nostro Paese esige delle risposte. Dopo un anno di governo giallo verde l’Italia sta peggio. Molto peggio. Il Paese si è fermato e gli indicatori economici lanciano segnali che definire preoccupanti è un eufemismo. Si tagliano  le pensioni, si impenna il debito pubblico e lo spread sale.

Il Governo, in piena crisi di identità e non solo, attraverso Tria e il Premier Conte usa parole di responsabilità, regolarmente smentite dai vicepremier. L’UE, intanto chiede chiarimenti veri sui numeri e sugli impegni da assumere. Ci sono almeno tre temi fondamentali da affrontare: se e come sarà bloccato l’aumento dell’IVA, cosa fare per ridurre il debito pubblico, come rilanciare la crescita. Sono temi delicati. Soffiare sul fuoco della propaganda, aumentando le paure dei risparmiatori è un gioco pericoloso, che si gioca sulla pelle e sul futuro dei giovani, delle famiglie e delle imprese. Qui potete leggere il dossier sulla procedura di indebitamento.

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