#MercatoneUno: tutelare posti di lavoro, competenze e professionalità

Ha avuto una buona eco la vicenda che coinvolge i lavoratori del Mercatone Uno di Colle di Val d’Elsa. E meno male, perché il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio aveva scelto altre vicende (ILVA) per il suo quotidiano show mediatico ignorando la discussione su questa crisi e arrivando in Aula solo a confronto finito tra me e il sottosegretario Andrea Cioffi, incaricato di rispondere alla mia interpellanza urgente. Un piccolo gesto, certo, ma sintomatico di un esecutivo attento alle luci della ribalta, e distratto sulle vicende che magari non rientrano nel rutilante mondo mediatico. Comunque, entrando nel merito della vicenda, la risposta del sottosegretario ha solo in parte soddisfatto le mie richieste.

È necessario che il Governo affronti la questione della vertenza della crisi di un gruppo che riguarda ben 13 negozi sul territorio nazionale e oltre 2mila dipendenti, tra cui i lavoratori dello store di Colle di Val d’Elsa. Lavoratori che, in questi mesi, hanno lottato con coraggio, si sono mobilitati e riuniti in presidio, per difendere il proprio diritto al lavoro. Un impiego che con l’accordo, sottoscritto il 5 luglio scorso tra i sindacati e gruppo Cosmo Spa che rappresenta uno dei due soggetti acquirenti, ha solo in parte dato garanzie sull’occupazione. Proprio a tutela delle competenze e delle professionalità sarà fondamentale vigilare attentamente su tutti i passaggi e su tutte le procedure, per dare massima garanzia e tutele ai profili professionali anche in un quadro di possibile mutamento merceologico dell’attività commerciale dello store colligiano, che rischia di perdere il know how che i lavoratori hanno sviluppato nel settore dell’arredamento e della progettazione. Per quanto ci riguarda continueremo a seguire tutti gli sviluppi della questione a partire dall’incontro con le Regioni. Un impego che dovrà essere continuo e che dovrà portare alla creazione di una cabina di regia istituzionale che dovrà coinvolgere anche le amministrazioni comunali che saranno fondamentali partner per favorire semplificazioni e agevolare i business plan e il coinvolgimento di eventuali nuovi partner oltre ai nuovi soggetti acquirenti. Intanto nei giorni scorsi sono arrivati gli elenchi dei lavoratori che dovrebbero rientrare, con proposte di orario così disagiati che forse porteranno alcuni a non accettare l’offerta. Il lavoro, l’impresa, l’occupazione non si governano nè con dei clic, nè con gli annunci, ma del resto al momento non si vede traccia.

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