Mps: alcune riflessioni sull’informativa del Ministro Franco

”Non a qualsiasi costo”.
Cosi si è conclusa l’informativa alle Commissioni Finanze di Camera e Senato del Ministro Daniele Franco in tarda serata. Con una sua replica alla lunga serie di interventi (compreso qualche comizietto di chi ha confuso la Sala Mappamondo con un palchetto di campagna elettorale).
Una Sala Mappamondo particolarmente affollata.
Una frase importante. Chiara. Perché questa informativa andava ascoltata sino in fondo senza l’ansia di aver capito tutto dagli incipit, di twittare lo scibile dopo pochi minuti.
Il tema come noto è assai complesso. Riguarda la vita di tanti lavoratori e lavoratrici, di intere comunità, riguarda la storia del sistema bancario Italiano, delle istituzioni senesi, toscane.
Ma, visto che c’ero, andiamo per gradi.
Enrico Letta ieri mattina con una sua chiara e forte lettera ad un importante quotidiano Italiano ha chiesto (in merito all’evoluzione della vicenda Mps/UniCredit) a Siena di guardare avanti e al Governo, con forza, garanzie su alcuni punti irrinunciabili per il Pd. Ecco, su quei punti ieri sera sono state pronunciate parole significative. Il Ministro ha infatti riassunto la storia recente dell’ingresso dello Stato in Mps, la negoziazione con Bruxelles, le scadenze per la fuoriuscita dello Stato, i passaggi cui la Banca è stata tenuta. Fino ad arrivare a questi giorni, alla richiesta di Unicredit di candidarsi all’acquisizione delle quote Statali.
Sappiamo che ci saranno due diligence e una trattativa complessa, non breve, tra Unicredit e il Mef.
In questo quadro Franco ha parlato di “massima tutela dell’occupazione”, di “salvaguardia del marchio“ della banca piu antica del mondo, ritenuto un valore per il Paese intero, di “evitare il rischio smembramento”.
Il Ministro ha annunciato massima attenzione verso la città, la comunità, la Toscana, con iniziative adeguate e ha ribadito che “non si tratterà di una svendita di beni di stato”.
Parole chiare, ripetute, ribadite anche nello scambio a lato della sua informativa, qualche parola con i deputati rimasti.
Parole che nel momento dato assumono un peso importante, ma che ci vedranno vigili attenti perché alle parole seguano i fatti.
Certo, è per me difficile non ricordare che il 15 luglio in commissione Finanze, insieme ai colleghi Gian Mario Fragomeli e Luca Sani abbiamo depositato una interrogazione con la quale si chiedevano informazioni sulle continue indiscrezioni giornalistiche. A quella interrogazione il sottosegretario Durigon (Lega) non ha sostanzialmente risposto, nemmeno su un solo aspetto del quesito. Un passaggio imbarazzante.
Noi ci auguriamo che le parole del Ministro inaugurino invece una prassi differente, necessaria a garantire Parlamento, Istituzioni e rappresentanza dei lavoratori.
Anche alla luce degli impegni assunti in Legge di bilancio, sarà necessaria una interlocuzione corretta e trasparente tra Governo e Parlamento.
Saranno mesi complessi, saranno mesi da seguire con attenzione.
Si vedranno ad un certo punto nel merito e nei dettagli le proposte dell’unica offerta di rilievo pervenuta allo Stato. Si esamineranno carte, si negozierà e forse solo allora si potrà parlare dei tempi necessari.
Il Ministro lo ha spiegato bene.
Serve tempo, pazienza, capacità negoziale. Ma nessuna svendita, e nessuna intenzione di fare operazioni frettolose. E “non ad ogni costo”.
Ciò che invece non si può proprio fare, come Enrico ha scritto molto bene, è affrontare tutto questo con la testa rivolta al passato.
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