#Mps: senza la compattezza istituzionale Siena è più debole

Anche in vista del prossimo Cda che dovrà formalizzare il piano industriale e di ricapitalizzazione, in queste settimane è molto vivo il dibattito sul Monte dei Paschi. Il 13 gennaio il Consiglio comunale di Siena ha approvato – con i soli voti della maggioranza e l’astensione delle opposizioni, compreso il PD – un ordine del giorno che impegna, tra le altre cose, il sindaco a relazionarsi con i rappresentanti del Governo al fine di valutare come gli interessi del territorio senese vengano rispettati nelle future operazioni.

È del tutto evidente, secondo me, che anche i parlamentari debbano fare la loro parte e collaborare con tutte le istituzioni per il raggiungimento di questi obiettivi, ma occorre che Comune, Provincia, Regione, supportati da tutte le utili competenze tecniche, si muovano in modo coordinato e compatto, concentrandosi sulla costruzione e ricostruzione dei migliori scenari nell’interesse della comunità, dei lavoratori, dei correntisti, del marchio stesso.

In quella occasione, invece, il Consiglio comunale non è riuscito a trovare una sintesi su un documento unico, giacché la maggioranza ha respinto – con voto contrario – il documento presentato dalle opposizioni che era portatore di proposte di buon senso e di responsabilità: in passaggi così difficili la compattezza istituzionale e politica può fare la differenza per esercitare un ruolo di peso nell’interesse del futuro di Mps, ma la maggioranza ha scelto di non farlo, compiendo a mio parere un grande errore.

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