Niente uniforme all’evento per i diritti gay. Cenni (Pd): Il Governo faccia chiarezza su possibile atto discriminatorio

Fare chiarezza su una storia che, se confermata, rappresenterebbe un grave atto di discriminazione e intolleranza. È questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata al Ministro dell’interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali al Presidente del Consiglio dei Ministri dai deputati Pd Susanna Cenni, Alessandro Zan ed Emanuele Fiano.

Nei giorni scorsi è emerso da organi di informazione che ad una poliziotta della Questura di Firenze sia stata negata la possibilità di partecipare in uniforme all’ottava riunione dell’European Glbt Police Association, svoltosi a Parigi dal 27 al 29 giugno. L’evento ha raccolto le associazioni che, in 16 paesi europei, promuovono il riconoscimento di pieni diritti per gay, lesbiche e transessuali nelle Forze armate e nei Corpi di Polizia. Dopo che le notizie relative a questo atto discriminatorio sono state riportate sui media è inoltre emerso, sempre sui mezzi di informazione, che il Ministero dell’Interno avrebbe concesso il permesso, negato dal Questore di Firenze, purchè la poliziotta partecipasse all’evento in “un giorno di congedo”.

La delegazione italiana all’assemblea di Parigi comprende anche poliziotti in servizio nelle questure di Milano e Genova, ai quali sin dall’inizio non era stato posto alcun limite sull’uso della divisa, pur precisando che l’autorizzazione non doveva essere intesa “come delega a rappresentare ufficialmente la Polizia di Stato”. Un deputato della Lega è intervenuto sulla vicenda, attraverso la sua pagina facebook, attaccando la poliziotta per il suo orientamento sessuale. Post che ha provocato una serie di reazioni omofobe e di commenti, alcuni dei quali denigravano addirittura la persona e la condotta del Capo della Polizia.

Da qui l’interrogazione dei tre parlamentari al Governo. “Innanzitutto – sottolinea Cenni – chiediamo se è vero che la richiesta della poliziotta abbia subito dalla Questura di Firenze un atteggiamento ostile e discriminatorio ricevendo di fatto un trattamento diverso rispetto ai colleghi in servizio presso altre sedi. In secondo luogo chiediamo al Governo se, nell’ambito delle proprie competenze, non consideri necessario tutelare una propria agente ed il Capo della Polizia attaccati da una così grave forma di denigrazione e delegittimazione discriminatoria, quantunque proveniente da un Deputato della Repubblica”.

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