NON E’ TEMPO DI ESULI, NE DI STARE ALLA FINESTRA: UN VOTO AL PD PER DIFENDERE IL PLURALISMO LA DEMOCRAZIA, L’ITALIA CHE TORNA SPERARE.

I poliziotti dei 14 reparti mobili hanno proclamato per sabato scorso uno sciopero nazionale delle forze dell’ordine, è la prima volta che accade: mancanza di risorse, straordinari non pagati, turni massacranti. In compenso a colpi di fiducia sono state istituite le ronde e portato l’esercito nelle città.
L’Istat alcuni giorni fa ci ha mostrato la fotografia del Paese: emerge il nuovo disoccupato, uomo, 35/50 anni, padre di famiglia, centronord. Un milione e mezzo di famiglie non arriva a fine mese.
Cresce il numero delle famiglie che non ha alcun reddito.
I dati sulla cassa integrazione ci consegnano un aumento del 370%.
Vogliamo parlare di donne?
Anche se ;quando gli autori non sono immigrati irregolari la cosa non fa notizia, continuano le violenze.
Le ragazze, quelle che pensano di avere una vita normale, un lavoro, una famiglia, quelle che hanno studiato, magari si sono laureate, continuano ad aver grandi difficoltà nell’accesso al lavoro. Come e piu dei loro coetanei sembrano destinate a lustri di precarietà e di retribuzioni da sfruttamento.
Nessun investimento su asili nido, servizi, tagli, solo tagli da un anno a questa parte.
In questi giorni molti presidi Italiani hanno scritto alle famiglie chiedendo loro soldi per far fronte alle spese necessarie alle normali attività scolastiche, manca la carta, mancano le cose elementari con le quali lavorare….ma il Ministro Gelmini, dopo aver ridotto la scuola un colabrodo, ha giudicato tale gesto “inqualificabile”.
In Campania riemerge il problema rifiuti, in Sicilia la situazione è molto simile salvo che i tg non gli dedicano alcuno spazio.

La relazione del Governatoredella Banca d’Italia, Draghi, ci dice che la disoccupazione supererà probabilmente il 10% e richiama i provvedimenti necessari…più o meno quelli che il PD in questi mesi ha puntualmente proposto alla camera.
Un bollettino di guerra?
No.
E’ il nostro Paese nell’era del terzo Governo Berlusconi.
E’ un accenno, un parziale accenno ad alcuni dei problemi che ognuno di noi si sente raccontare ogni giorno.
E’ il Paese che fa fatica.
E’ il Paese sfiduciato, impaurito, che guarda avanti a se..e non riesce a vedere sereno.
E’ il Paese nel quale si puo ancora morire asfissiati dentro ad una cisterna..per mille euro al mese.
In un anno non c’è stato alcun provvedimento che ha guardato in faccia questa realtà. Il centrosinistra è stato accusato di disfattismo, mentre da palazzo Chigi si invitava all’ottimismo.

Ma questo è il nostro Paese oggi, e non c’è più un’area geografica che sfugge, i numeri più pesanti della cassa integrazione sono proprio al centro e al nord, dove c’è quella piccola e media impresa che è l’ossatura dell’Italia.

E’ in questa cornice che si inserisce un continuo attacco al Parlamento ed alla Costituzione senza precedenti: non si tollera l’opposizione, non si tollera il suono del dissenso, non si accetta la proposizione della salute del Paese, la domanda di risposte reali. Infastidiscono i giornali e le voci non in linea con il Premier…anche quelle del Presidente della Camera, del Presidente della Repubblica.

E’ per tutto questo che anche in questi ultimi giorni vogliamo parlare al Paese di cose serie, vere, anche di quelle cose non facili da dire, come il tema della sicurezza, dell’immigrazione.
Andiamo al rinnovo di centinaia di Comuni, Province, ci sono progetti di governo del territorio, risposte ai bisogni primari delle persone (la casa, i servizi, gli anziani non autosufficienti, le scuole, i trasporti), ci sono vecchie e nuove sfide che riguardano l’oggi ed il domani.
C’è l’Europa, ancora solo parzialmene sentita come una cornice vera, ma che gli agricoltori, le nostre imprese hanno imparato a conoscere come interlocutore, quegli agricoltori che ad esempio si chiedono perchè nel resto d’europa negli ultimi 20 anni il reddito agricolo è cresciuto ed in Italia, unica eccezione è diminuito.

Potrei continuare…..ma è per queste e molte altre ragioni che non vogliamo più parlare di Noemi e di veline, che non ci interessano le pulsioni insane e senili del premier.

Ieri Ilvo Diamanti nella sua puntuale analisi ci diceva che forse per la prima volta la percentuale delle possibili astensioni cresce avvicinandosi al 6 e 7 giugno. Gli esuli, i delusi, i disorientati..

Certo ci sono tante ragioni per essere sfiduciati ed impauriti,.

Certo il PD non è ancora quello che avremmo voluto,

Certo la distanza tra i luoghi della politica e il Paese reale è ancora grande…ma lasciare decidere agli altri e scegliere di non votare non aiuterà.

Scuotiamo questo nostro Paese e cerchiamo di aprire il sipario che nasconde i problemi veri, i pericoli veri:
le condizioni di vita di tante, tantissime famiglie, i rischi per la democrazia e la rappresentanza, la potenziale deriva plebiscitaria, il precipitare della nostra economia e del nostro civismo, le ragioni vere per le quali chiedere agli Italiani di chiudere questo ciclo del Paese.
Anche in questi giorni parlare di democrazia, di costituzione, di diritti civili, sociali, di solidarietà non sarà inutile, tuttaltro.

Ci sono tante ragioni, ancora tante e valide per votare PD, una di queste è la candidatura per la Presidenza della Provincia di Siena di Simone Bezzini, un giovane uomo di sinistra motivato, preparato, che conosce la nostra realtà, la nostra economia, un uomo che non urla e che ascolta gli altri pazientemente, un democratico capace e profondamente autonomo che in queste settimane ha girato in lungo e largo ogni angolo della nostra Provincia, che ha sottoposto le sue idee a uomini e donne, che ha un progetto per il futuro.

Il Partito Democratico è nato per aprire una storia nuova…non perdiamo la strada, diamogli la nostra fiducia e chiediamo un voto per le amministrazioni locali e per le elezioni europee.
Lasciamo Noemi e il velinismo ai rotocalchi da sfogliare durante la messa in piega…qui siamo nel Paese reale, quello che oramai ha ridotto al minimo anche i passaggi dal parrucchiere.

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