Non smettere di pensare e nutrire la partecipazione: un impegno che ci riguarda tutti.

40,8% e’ un cifra impegnativa. Non solo per Matteo Renzi, per ognuno di noi. Per chi ha un ruolo istituzionale, per sale e scende scale e suona campanelli nei quartieri, per chi e’ impegnato in un circolo, monta e smonta gazebo e urne per le primarie, per chi investe i propri giorni di ferie nelle feste de l’Unita.

Cosa c’è in quel 40,8% va capito, indagato e possibilmente radicato. Tutti abbiamo riconosciuto che un cifra importante di quel voto riguarda l’immagine, l’impegno, la fiducia guadagnata dal nostro Segretario/Premier, ma mantenere alto il consenso al Pd, in ogni luogo e nei territori e’un compito che ci riguarda.
Come? Io provo a dire la mia.
Anche in questi giorni, a Milano con l’iniziativa di SinistraDem, a Livorno nella tre giorni organizzata da Pippo Civati, a Roma, con gli Ecologisti Democratici, ho visto tanta voglia di ascoltare, dire e partecipare. Dai temi di Expo e del cibo, a quelli della Conciliazione, della fecondazione assistita, o della nuova economia, alla sfida di una rinascita economica attraverso una “rivoluzione ecologica”di questo Paese.. Ci sono uomini e donne, ci sono generazioni nuove che non cercano solo cariche e collocazioni, ma che hanno voglia di partecipare, di costruire e di credere che il loro impegno, la loro parola, la loro opinione può cambiare pro quota, il corso del futuro.
Ed allora “Nutrire la democrazia”, come titolava l’incontro di Milano, o l’affermazione declinata su molte azioni, su problemi correnti, del concetto “possibile” possono e devono segnare il nostro lavoro anche promuovendo forme inedite, e certo, impegnative di incontro, di resoconto, di ascolto, di costruzione, perché il “cambiamento”, parola evocata forse fin troppo gratuitamente non va solo citato nei discorsi pubblici, ma va esercitato.
Per questa ragione nei mesi scorsi ho promosso la prima “Agora’ delle terre di Siena” proprio per interrogarci sul senso della partecipazione, del funzionamento del partito, dei luoghi delle decisioni. L’ho fatto con il supporto di una associazione che si occupa proprio di supportare, creare, sperimentare ed incentivare la partecipazione democratica, di cui sotto troverete notizia.
Sotto troverete anche la sintesi di quel lavoro e di quell’appuntamento, una sintesi che forse può supportare anche altre iniziative nei territori.
La mia intenzione e proseguire con le Agora’.
Lo farò anche raccogliendo alcune indicazioni emerse da quella giornata. Ci sono tanti ambiti da indagare e di cui discutere: dal dibattito sull’economia alle riforme in corso, dalla sfida ambientale al tema centrale dell’Expo.
Da settembre ripartiremo, intanto mi fa piacere consegnare a voi tutti ed a coloro che non hanno potuto partecipare il senso di quel lavoro collettivo.

Infografica sintesi "Non smettere di pensare e nutrire la partecipazione"
Be Sociable, Share!

    2 commenti


    1. Brava Susanna.
      Condivido quello schema in pieno.

      Tienimi informato sulle nuove Agorà.
      Sono interessato.

      Saluti
      Stefano

      Rispondi

    Rispondi a Stefano Viciani Annulla risposta

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *