Ostacoli e traguardi

 

Da poco le scarpe rosse, i fiocchi bianchi, gli striscioni usati nelle manifestazioni sono stati riposti. Il 25 Novembre è, ancora una volta, trascorso con eventi, momenti importanti, mobilitazioni straordinarie, come la seduta di un Parlamento affollato da sole donne e da tante donne che la violenza l’hanno vissuta e che con coraggio l’hanno raccontata a quei microfoni da cui si dibatte di leggi e regolamenti.

Avete mai ascoltato i racconti di chi la violenza l’ha vissuta? Avete letto? Sono cose che non si cancellano più, almeno lì, in quella parte poco sopra il basso ventre, in cui le donne sentono e memorizzano per sempre il dolore delle altre, facendolo proprio. Un dolore che ognuna cerca di trasformare in forza, in reazione.

Scarpe rosse e fiocchi bianchi. Ma la violenza è ancora qui, tra noi.

Tra le cose che ho voglia di raccontarvi prima di passare ad altro, due sensazioni molto forti.

La prima durante la presentazione del libro di Lorella Carli, “Nonostante Te”. Abbiamo parlato di violenza e ho ricordato un po’ di numeri, guardato le donne presenti e detto che visto che due donne su tre hanno nella vita subito molestie, probabilmente lì, tra noi, alcune sapevano cosa ciò significava. E poco dopo qualcuna mi ha avvicinata, dicendomi che …era proprio così.

La seconda poche sere fa scorrendo alcuni commenti su Fb, commenti maschili, la facilità e la volgarità con cui si “masticano” e commentano, da trogloditi, le news sulle denunce di molestie avvenute in passato, così come sulle dichiarazioni della Presidente della Camera. Troppi, davvero troppi episodi. Un misto di machismo da tastiera, di volgarità.

Scarpe rosse e fiocchi bianchi. Lo ripeto per la …esima volta, cari uomini, amici, compagni, adesso tocca a voi sul serio. Se non prenderete nelle vostre mani la vostra differenza per farne cultura, modello, amore, non vinceremo questa guerra.

I collegi sono disegnati. Il voto si avvicina, questione di pochi mesi, del varo della legge di bilancio, e, io lo spero, di alcune leggi importanti ferme al Senato (ius soli, fine vita, consumo di suolo…) e la campagna elettorale entrerà nel vivo.

Ma niente da fare, andremo al voto senza aver saputo costruire una coalizione di centrosinistra con Mdp, Si, possibile. Adesso sembra proprio definitivo.

Non ci siamo riusciti. Una sconfitta, questa, di cui tutti, temo, ci pentiremo presto molto amaramente. Il voto in Sicilia, il riemergere ovunque di una destra che si infila nelle maglie del disagio e nelle vite degli ultimi, che torna a usare toni e parole violente, che torna a picchiare, dar fuoco alle case del popolo, come abbiamo visto ad Ostia.

E servirà a poco stabilire dove sta la colpa, se sia tardiva la scelta compiuta con l’ultima direzione nazionale del Pd proiettata verso il recupero, il dialogo, o se sia troppo dettata dal livore antirenziano la rotta assunta da Mdp. So solo che la destra sta tornando e che la sinistra italiana è in mille pezzi. Provare a tenere assieme, anche nelle differenze, era un dovere cui abbiamo mancato.

Spero che dal giorno successivo al voto si possa ricominciare a lavorare per tessere fili, per cucire gli sbreghi generati in questi tempi.

Spero che fuori dalla tattica, dai calcoli elettorali, si possa ricominciare a ragionare del senso della sinistra, un senso che affonda le sue radici nelle diseguaglianze, nel desiderio di giustizia, nella dignità delle persone, nel bisogno di uscire, come scrive Gianni Cuperlo nel suo libro: “dall’inverno della nostra amarezza, per collocarsi in una stagione altra”.

E in una stagione altra in tanti hanno scelto di collocarsi nella provincia di Siena, eleggendo Andrea Valenti segretario del Pd provinciale.

Un esito non previsto, una partenza da “partecipante”, un esito da vincitore, con numeri importanti, cui si sono poi aggiunti quelli di Raffaella Senesi, che ha condiviso la sua piattaforma e di altri componenti dell’assemblea provinciale.

Vi consiglio di leggere la bella relazione che Andrea ha svolto all’assemblea provinciale in cui si è tenuto il ballottaggio.

Lui è questo, è le cose che dice, che ha detto durante tutto il percorso congressuale, con semplicità, passione, convinzione, serietà. Già…passione, serietà…

A qualcuno sembra poco?

A me no. Andrea ha compiuto innanzitutto l’impresa di rimotivare un popolo spento, deluso, che faceva fatica a sentirsi a casa propria, e contemporaneamente ha rotto un po’ di schemi, di rigidità, di luoghi comuni, andando oltre gli schieramenti del passato.

Adesso davanti a lui ci saranno passaggi complicati, ma sono certa che la sua capacità di tenere assieme una comunità sarà la chiave utile per affrontarli a meglio.

Buon lavoro Andrea Valenti, buon lavoro Maurizio Pelosi, buon lavoro Simone Vigni, buon lavoro a tutti i neo segretari dei circoli e a tutti noi, perché non saranno tempi semplici.

Ps: giovedì sera alla Camera, in una affollata Auletta dei Gruppi, si è svolto un interessante confronto tra Gianni Cuperlo e Matteo Renzi, sul libro “Sinistra. E poi”, per chi volesse rivederlo questo il link.

Be Sociable, Share!

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *