Per una riforma della giustizia che tuteli i diritti di tutti i cittadini

Tutti sappiamo che la giustizia in Italia è lenta e tutti auspichiamo da tempo una sua riforma, ma questa deve tutelare ogni cittadino, con i suoi diritti e i suoi doveri, non un singolo individuo che, ancora una volta, si identifica con il premier, Silvio Berlusconi. Ma quello che è ancora più grave è che la riforma del “processo breve” mette a rischio, in primo luogo, il diritto e la giustizia stessa, portando alla prescrizione reati gravissimi, compresi quelli legati alla malavita organizzata.

Il disegno di legge presentato dall’onorevole Niccolò Ghedini – al quale Gasparri ha “prestato” il proprio nome – prevede una durata massima dei processi di sei anni, due per ogni grado di giudizio, dopodiché i reati cadranno in prescrizione. Colpisce l’eccezionale tempismo del deputato del Pdl, nonché avvocato di Silvio Berlusconi, visto l’incombere sul premier di due processi che lo vedono coinvolto: il processo Mediaset per frode fiscale sui diritti televisivi, che decadrebbe a fine novembre, e quello Mills, che potrebbe decadere nel prossimo mese di marzo.

Le reazioni del Pd sulla riforma presentata dal centrodestra non si sono fatte attendere. La capogruppo in Senato, Anna Finocchiaro ha presentato – insieme ai senatori Alberto Maritati, Felice Casson e altri componenti Pd della Commissione Giustizia di Palazzo Madama – una mozione che contiene una serie di proposte per migliorare l’efficienza del sistema giudiziario e accelerare i tempi dei processi. Il testo mette l’accento sul fatto che sono a rischio estinzione tutti quei processi che riguardano reati come la truffa, la bancarotta semplice e i reati contro la pubblica amministrazione, oltre a quelli fiscali e valutari”. “Il ddl Gasparri sul processo breve – ha detto la Finocchiaro – è viziato di incostituzionalità ed è inaccettabile sotto il profilo morale. C’è, infatti, una disparità di trattamento dei soggetti, come può essere il caso di essere o non essere recidivi, mentre il diritto ad un processo in tempi ragionevoli e’ un diritto che deve valere per tutti”.

Nettamente contrario al ddl Gasparri anche Pierluigi Bersani. “Se vogliamo migliorare il servizio della giustizia siamo qua a dire sì. Diciamo no, infatti, alla cancellazione dei processi in corso e spero che la maggioranza, se ha intenzione di procedere a una riforma seria, presenti proposte concrete. Se intende annullare processi in corso non possiamo esserci. Il processo breve è un’aberrazione agli occhi dei cittadini. Non accelera i procedimenti giudiziari, li abolisce”.

Il ddl Gasparri non incassa neppure il sostegno compatto del centrodestra. Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte costituzionale ed ex presidente Rai in quota centrodestra, ha definito il provvedimento “incostituzionale” e “imbarazzante”, dicendosi “desolato innanzitutto come cittadino” e spiegando il fatto che il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si applica a “reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione” mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni “lievi”.
Al dibattito sul “processo breve” si aggiunge l’appello lanciato da Roberto Saviano e pubblicato sul sito di Repubblica, dove lo scrittore chiede al premier di ritirare il disegno di legge per salvaguardare il diritto ed evitare che diventi solo uno strumento solo per i potenti. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti – dice Saviano – ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti e i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto, senza fermare i processi e cancellare la speranza di chi attende giustizia da anni”.

Nelle prossime settimane sentiremo parlare molto della riforma della giustizia. Il Pd è pronto a fare la sua parte per difendere il diritto e la brevità dei processi, portando avanti gli interessi di tutti i cittadini, senza distinzioni e privilegi.

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    2 commenti


    1. IL PROCESSO IN 2 ANNI POTREBBE ESSERE ANCHE GIUSTO MA A CONDIZIONE CHE SI AUMENTINO LE RISORSE FINANZIARE ALLA MAGISTRATURA CHE VA MESSA NELLE CONDIZIONI DI SLOLGERE IL SUO COMPITO IN MANIERA PIU’ CELERE; PER CIO’ CHE CONCERNE BERLUSCONI, SECONDO ME IL PARTITO DEMOCRATICO DOVREBBE FARE QUESTA PROPOSTA: NOI DIAMO IL NOSTRO APPOGGIO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, COMPRESO IL PROCESSO BREVE, A CONDIZIONE CHE IL CAPO DI GOVERNO SI FACCIA PROCESSARE !
      UN CORDIALE SALUTO
      FABRIZIO

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