Perché tornare in tanti a votare il 25 ottobre

Mentre sto scrivendo i lavori della Camera sono bloccati. Nel pomeriggio di oggi, ultimo giorno di settembre, voteremo per la venticinquesima volta la fiducia al governo, stavolta il tema, sotto il medesimo titolo di tante altre occasioni (misure anticrisi) è il cosiddetto scudo fiscale, di fatto una sanatoria per coloro che hanno evaso il fisco depositando ingenti capitali all’estero, compreso chi ha procedimenti in corso.
Da stasera partirà la nostra azione di ostruzionismo per tenare l’unica strada che ci resta: intervenire tutti, uno dopo l’altro, per superare la data di scadenza del provvedimento. Il governo, intanto, va avanti per la sua strada e il Parlamento è oramai bypassato, offeso, espropriato della sua funzione di rappresentanza. L’Italia soffre la crisi – secondo l’Unione europea siamo tra i Paesi in cui il rischio povertà dei lavoratori è ben sopra la media – , mentre la democrazia e il pluralismo sono aggrediti quotidianamente. Motivi per cui, mi auguro, saremo in tanti, anche come Pd, a manifestare a Roma il 3 ottobre, in difesa della libertà di stampa.

Perché di tutto questo il Partito democratico deve occuparsi con determinazione. Dovrà farlo ogni giorno, anche in questo passaggio che ci vede impegnati nella scelta del nuovo segretario nazionale. Ho partecipato a tanti congressi di circolo, a numerose discussioni sulle mozioni e, fatta eccezione per un singolo caso, ho trovato voglia di discutere, toni adeguati, tranquillità e soprattutto due grandi richieste dai nostri iscritti, sintomo di salute e vitalità. Una richiesta di coinvolgimento che vada oltre le scelte di voto per entrare nel merito delle grandi questioni che interessano il Paese e, sopratutto, un unanime appello all’unità del partito dopo le primarie del 25 ottobre.

C’è voglia di sentirsi presto una grande comunità di uomini e di donne che ha un progetto condiviso per l’Italia e che lavora per tornare a governare il Paese. C’è bisogno di far prendere aria ai circoli che abbiamo creato, e di farli frequentare da pensieri e parole, oltre che da schede elettorali. C’è però anche tanta voglia di sapere con chiarezza chi siamo e cosa pensiamo delle tante questioni in campo: la laicità, le diseguaglianze sociali, le garanzie contro la precarietà, l’energia, l’ambiente, i diritti civili, le donne e la loro dignità, la sicurezza. E’ così che si costruisce l’identità.

Identità. E’ questa, a mio parare, una delle parole fondamentali per dare forza al progetto del Partito democratico ed è una delle ragioni per cui sostengo la candidatura di Pierluigi Bersani a segretario: perché il suo pensiero è quello che meno si presta ai tanti ”ma anche” dei mesi passati, che ci hanno reso incomprensibili e non riconoscibili. Su tante questioni, dal testamento biologico alla RU489, dalle unioni civili ai temi della rappresentanza sindacale, fino a quelli sull’età pensionabile delle donne, non abbiamo assunto una posizione netta e identificabile.

Lavorerò e chiederò a uomini e donne del Pd, anche coloro che sono rimasti delusi da questo anno e mezzo, di tornare a votare e di sostenere Bersani per dare forza a un vero radicamento del progetto del Lingotto. Dobbiamo fare politica, essere rappresentativi, aprire le porte alle giovani generazioni, affiancare ai circoli strumenti innovativi e provocare consultazioni ampie su questioni che toccano le persone in carne e ossa, anziché aver paura di parlare di procreazione assistita e di temi etici. Potremo battere la cultura della paura e dell’insicurezza, che ad oggi ha vinto nel Paese, se scommettemmo sulla forza delle persone, non sulla sola presenza nei media, dove Berlusconi sarà sempre il più bravo.

La nostra, non lo dimentichiamo, è comunque una importante prova democratica. Quando mai un partito ha svolto un congresso senza sapere prima chi sarebbe stato il segretario? noi lo stiamo facendo, e se il 25 ottobre saremo in tanti, sarà comunque un contributo per rendere più moderno e forte questo partito. Gli iscritti hanno fatto la loro scelta, che ha premiato Bersani, ma solo dopo le primarie sapremo chi sarà il nostro leader, il leader di tutti noi.

Spero che chiunque vinca tra Pierluigi, Dario e Ignazio, voglia prendere in mano tutte le energie che in queste settimane abbiamo messo in campo, per renderle produttive. Spero che chi di loro vincerà sia capace di avviare un’inedita, e sottolineo inedita, stagione di innovazione, nei volti e nei metodi; spero che si delegittimi chi pensa che il pluralismo sia un’organizzazione di cordate di potere; spero che si affermi l’idea di un partito fatto di aderenti motivati (e non meri e ubbidienti portatori di preferenze) e di elettori che si sentono coinvolti. Spero che si generino gruppi dirigenti preparati e con tanta voglia di fare. Spero che si smetta di dire che abbiamo il 50 per cento di donne negli organismi di partito (le troviamo nelle sole assemblee pletoriche) per investire seriamente sui tanti talenti femminili, che abbiamo.

Di tutto questo ha bisogno il Pd, di tutto questo ha bisogno l’Italia. Per questo chiedo a voi tutti e a voi tutte di aiutarci a essere in tanti, anche il prossimo 25 ottobre. La mia speranza è con Pierluigi Bersani, cui spero venga confermata la percentuale di voto superiore al 50 per cento che ha già avuto dagli iscritti. Ma per fortuna abbiamo tre candidati che prima di tutto sono persone per bene, oneste e preparate, su cui il Pd potrà comunque contare.

Questa è la democrazia e dipende da noi tutti, facciamone buon uso.

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    2 commenti


    1. Condivido il tuo articolo. Colgo l’occasione per esprimere pubblicamente tutto il mio dolore e la mia rabbia sul comportamento assenteista di alcuni deputati del PD tale da approvare la legge sullo scudo fiscale. Tali deputati vanno puniti per il loro comportamento irresponsabile, sia impedendogli di passare ad altri gruppi parlamentari , sia non accettando eventuali certificati medici. E’ bene che queste persone non leali nemmeno con i propri elettori capiscano che fare il deputato è un lavoro che va fatto con serietà e va svolto partecipando attivamente alle sedute delle camere.

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    2. Mi dispiace profondamente per quello che è successo in merito al cosiddetto scudo fiscale. Sono indignata, delusa e altamente disillusa sulla vostra rappresentanza in quanto queste persone, inqualificabili, non sono state scelte da noi cittadini ( non possiamo esprimerci con una nostra preferenza) ma vengono pagate con i nostri soldi e si permettono di non lavorare per noi. Solo qualora siano state ricoverate per infarto al pronto soccorso potranno essere giustificate e ancora ammesse tra i rappresentanti dei cittadini che votano PD e che sperano in una opposizione reale. Ipotesi: codesti personaggi sono forse sul libro paga di Berlusconi così come lo era l’onorevole ( si fa per dire) Mastella? Non esiste nemmeno la scusa ” ero in missione”. In una battaglia di moralità, di arroganza del potere dei soldi e dei furbi, come quella che si stava combattendo, il tutto andava sospeso.

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