Petizione su Suvignano, firmano anche Bersani, Letta, Bindi e Veltroni

Ha superato quota mille firme, fra cui ora anche quelle di Pierluigi Bersani, Gianni Letta, Rosy Bindi e Waler Veltroni, la petizione lanciata qualche settimana fa dal Pd di Monteroni d’Arbia per bloccare la messa all’asta dell’azienda agricola di Suvignano, confiscata alla mafia nel 2007. Fra i firmatari della petizione si allunga dunque la lista dei parlamentari del Pd, dopo le adesioni di Franco Ceccuzzi, Ermete Realacci, Carlo Emanuele Trappolino, Michele Meta, Lucia Codurelli, Angelo Zucchi, Donella Mattesini, Lapo Pistelli, Maria Grazia Gatti, Gianni Cuperlo, Andrea Orlando, Laura Garavini, Raffaella Mariani, Andrea Lulli, Lido Scarpetti, Michele Ventura, Alberto Fluvi, Paolo Fontanelli, Silvia Velo.

“Con le adesioni di queste ultime ore – dice Susanna Cenni, parlamentare del Pd senese che sta promuovendo la campagna di sensibilizzazione – la questione si riaffaccia prepotentemente alla ribalta nazionale. Ogni giorno il governo diffonde proclami sul suo impegno contro la mafia. Suvignano è l’occasione per fare qualcosa di concreto. Da una parte c’è un progetto di riutilizzo promosso da comune, provincia, regione e Arci, che può fare di Suvignano non solo un simbolo di legalità, ma anche un’opportunità per il territorio sotto il profilo sociale, economico e occupazionale. Dall’altra la prospettiva dell’asta, con il rischio concreto che il bene possa essere riacquistato (com’era già successo una volta) da soggetti legati ad organizzazioni criminali, magari con capitali provenienti dal cosiddetto scudo fiscale. È chiaro che in questo modo lo spirito della legge sul riutilizzo dei beni confiscati alla mafia viene completamente stravolto”.

Enorme tenuta agricola nel comune di Monteroni, con ville e case coloniche e centinaia di ettari destinati a produzioni pregiate, l’azienda di Suvignano è il più grande bene sequestrato alla mafia in tutto il centro e nord Italia. “Il governo non può decidere unilateralmente – continua Cenni – ignorando la mobilitazione non solo del Pd ma anche di altre forze politiche, come Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra e libertà e il Partito socialista di Monteroni. Né può ignorare la preoccupazione di un territorio e di tanti cittadini che hanno mostrato, verso questo provvedimento assurdo e pericoloso, una sensibilità e un’attenzione che finora non si è vista fra i banchi dell’esecutivo”.

Intanto a Monteroni d’Arbia continua la raccolta firme. I luoghi dove si può firmare sono: Misericordia; Pubblica assistenza; il bar della società sportiva; l’Ottica ‘Negretto’; l’agenzia di viaggi ‘Il mosaico del mondo’; lo SPi-Cgil; il bar del bocciodromo; il bar Acli. E poi a Ville di Corsano (circolo ‘Il Colibrì’), a Ponte d’Arbia (bar ‘H’) e a Ponte a Tressa (tabaccheria Lorenzetti Valeria, Cartoleria Lorenzetti Gloria e pizzeria ‘Peter Pan’).

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