Regolamento europeo sulle sementi. Cenni (PD): “Auspicio di un voto agricolo negativo, ma il Governo italiano si impegni per tutelare biodiversità e libero scambio”

Tutelare il libero scambio delle sementi e la loro biodiversità; promuovere una normativa che consenta l’accesso al mercato delle sementi tradizionali al pari dei semi ibridi commerciali delle aziende multinazionali; snellire la burocrazia per l’attività di vendita dei piccoli agricoltori; promuovere e a tutelare ogni iniziativa utile a diffondere le pratiche per la difesa della biodiversità di interesse agrario. Sono questi i punti al centro della risoluzione presentata in commissione agricoltura dal Pd a prima firma di Susanna Cenni deputata del Partito democratico, e portavoce Ecodem, sottoscritta da Massimo  Fiorio, vice presidente della commissione,  Chiara Braga,   e numerosi deputati Ecodem e della commissione agri e ambiente .
“L’Unione europea – sottolinea Cenni – ha lavorato a lungo ad una nuova legislazione per sementi e materiale riproduttivo con l’obiettivo di uniformare e rendere più omogenea la legislazione. Il 6 maggio 2013 la Commissione Europea ha presentato la proposta di Regolamento. Anche se sono previste apposite deroghe relative ‘al materiale riproduttivo vegetale destinato a un mercato di nicchia’ e regole specifiche per le ‘antiche varietà tradizionali’, non sembrano sufficienti a tutelare le specificità locali e la biodiversità agricola italiana. Il timore è che la nuova legislazione invece di migliorare le regole sulla commercializzazione dei semi aumenti le difficoltà per gli agricoltori e che si creino precedenti in materia di brevetti.  Proprio ieri la Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, ha respinto la proposta di regolamento relativo alla produzione e alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale. Un segnale chiaro che va nella direzione della garanzia della sicurezza dell’agricoltura europea e il commercio internazionale delle semi senza intaccare la biodiversità e la libertà dei piccoli coltivatori europei di crescere e utilizzare le proprie sementi. Speriamo che il prossimo 11 febbraio anche la commissione agricoltura si pronunci negativamente”.
“La standardizzazione del mercato dei semi,  – afferma  Cenni – significherebbe ignorare le tante differenze e le molteplici realtà e potrebbe determinare effetti pesanti sulla biodiversità europea, producendo un livellamento della varietà. E’ fondamentale evitare ogni ulteriore irrigidimento della legislazione per creare un modello in cui la produzione e la disponibilità di materiali riproduttivi vegetali di alta qualità fisica e sanitaria in tutta Europa siano coniugati ad una effettiva tutela della biodiversità. Il Governo, in numerose occasioni, ha espresso la propria posizione di difesa e tutela della biodiversità di interesse agricolo dai tentativi di inserimento nella filiera di coltivazioni OGM. La risoluzione impegna, pertanto, l’esecutivo a mettere in atto sia in sede nazionale per quanto di competenze, sia in previsione del semestre di Presidenza Italiana presso l’Unione Europea, tutte le iniziative utili a tutelare il libero scambio delle sementi tra gli agricoltori e la loro non brevettabilità a tutela della biodiversità. Un impegno richiesto anche alla luce del 2014 che celebra l’agricoltura familiare sostenibile  predisponendo gli opportuni progetti nell’ambito di EXPO 2015”.
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