Ricominciamo da sabato al circo massimo.

In questi giorni è difficile muoversi per Roma con i mezzi: tanti sit in, manifestazioni, mobilitazioni sulla scuola. Studenti, docenti, genitori. Cara “Maria Star” (per citare la Littizzetto) L’Italia non ci sta.

E’ una reazione importante, e francamente comincio a pensare che anche i sondaggi che continuano a dirci quanto l’Italia che apprezza questo Governo stia crescendo non rappresentino comunque il sentire degli Italiani.

Contro la scuola che la Gelmini vorrebbe si stanno mobilitando anche studenti e famiglie che hanno votato a destra: il punto è che un Paese che guarda avanti non può annientare la ricerca, l’istruzione e l’integrazione per e tra i propri ragazzi.

Ne abbiamo viste di tutti i colori anche in queste ultime ore: le minacce agli studenti che occupano, la smentita il giorno successivo, la Ministra che continua a stupirsi, e addirittura le dichiarazioni che additano alle responsbilità della stampa e dei media che veicolano…messaggi negativi sui contenuti reali dei provvedimenti…

E’ un’onda importante quella che sta crescendo, e non credo che si fermerà se non verrà modificato quanto in queste ore è passato all’esame del senato.

Sabato dovremo essere in tanti, dovremo affollare di uomini e donne che hanno a cuore il futuro dell’Italia il Circo Massimo. Sono certa che saremo in tanti. Abbiamo voglia di esserci, di far vedere che c’è un’Italia di popolo diversa dai toni urlati e dalle scelte miopi e sbagliate di questo paese. Quell’Italia ci ha riempito i cuori durante la campagna elettorale, poi si è annebbiata e credo che anche noi ci siamo annebbiati e un pò persi nei meandri della sconfitta…ma quell’Italia c’è, è fatta di persone in carne ed ossa. Di uomini e donne che sempre di più rischiano il posto di lavoro o di non entrarci proprio nel mercato del lavoro, rischiano la mortificazione delle proprie conoscenze e competenze, di non poter pagare un mutuo o addirittura arrivare a fine mese, rischiano di non poter mettere serenamente al mondo dei figli.

E’ un tempo grigio, in cui le incertezze ci circondano e le paure sono alimentate da questo governo.  Avremo davanti a noi ancora momenti pesanti e dovremo affrontarli con il coraggio di ricostruire regole e pensieri che non riguarderanno solo la finanza e l’economia. Possiamo cominciare da sabato se saremo in tanti.

Io ci sarò, sento che saremo in tanti e che ci sentiremo tutti un pò più forti e fiduciosi.

Susanna

 

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    7 commenti


    1. Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasfornare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
      Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
      Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

      A mio avviso il 1950 non è poi così lontano e il decreto Gelmini introducendo il maestro unico e smantellando la scuola pubblica ci vuole portare indietro di 40 anni, anche io sabato sarò a Roma insieme a tanti altri per dire basta a questa e a tante altre vergognose proposte di questo Governo e del suo principale esecutore!!

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    2. Caro Giancarlo,
      grazie per il bel commento. Spero che lo leggano in tanti.
      Ssuanna

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    3. Cara Susanna,
      ti mando una copia del messaggio che ho lasciato sul sito del PD, perchè meglio di tutto esprime il mio stato d’animo dopo l’incontro di tutti noi oggi al Circo Massimo.
      Un abbraccio

      ” Caro Walter grazie. Il tuo discorso mi ha colpito profondamente. Tornata a casa me lo sono riletto, capoverso dopo capoverso. Hai detto di tutto. Hai sintetizzato i ‘perché’ di coloro che non condividono le scelte di questo governo e al tempo stesso si sentono impotenti, per paura di essere arrivati a un punto di non ritorno. E invece no. Oggi mi hai dato una grande energia, una grande speranza. Una frase, tra le altre, mi ha toccato moltissimo: ‘chi non ha identità non ha futuro’. E’ vero, verissimo. L’assenza di identità individuale, l’omologazione è ciò che supporta questo governo e le sue radici ideologiche. Una cosa che sicuramente ostacola il cammino delle persone è la mancanza di tempo da dedicare alla conoscenza delle cose: la vita quotidiana, con i suoi tempi disumani, sovrasta e annulla. E’ più facile, tornando a casa, accendere la tv e bersi le fandonie roboanti che oramai riempiono l’80% dei palinsesti, piuttosto che indagare le possibili soluzioni alle questioni cruciali che affliggono il paese. Noi cittadini abbiamo bisogno di concretezza, di proposte reali, spiegate in modo chiaro e sintetico, di verità, di onestà. Abbiamo bisogno di un pensiero geniale, capace di veicolare notizie e idee, in modo rapido ed efficace. Per contrastare il potere mediatico del cavaliere con una pari quantitativamente, ma superiore qualitativamente, informazione. Pretendiamo e otteniamo più presenza sui media! In questi ultimi giorni ci sei stato. Continua così, pretendilo, è fondamentale che la gente conosca le ragioni di altri punti di vista e le alternative a ciò che la destra, senza tanti complimenti, mette sul piatto. E non esitare ad incazzarti! Incazzati, incazzati e ancora incazzati.”

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    4. Beh..una volta tanto anzichè aggiornare la mia primapagina mi piace lasciarla.
      Ci avevo dato. Come molti di noi ho sentito cosa stava accadendo e poco importa che senza un minimo pudore la leadership della PDL replichi sui numeri.
      Francamente non ci riguarda. Eravamo tantissimi. Eravamo bellissimi immersi in un fiume di facce pulite e bandiere del PD. Eravamo e siamo arrabbiati ma incredibilmente composti.
      Un fiume in piena, pacifico e determinato.
      Si siamo quelli che ce l’hanno messa tutta per vincere le elezioni, siamo quelli che ce l’hanno messa tutta per fare un partito nuovo, siamo quelli che ce la metteranno tutta perchè cambi questo Paese, perchè ci meritiamo qualcosa di infinitamente migliore del governo che abbiamo.
      Susanna

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    5. Ciao Susanna,

      una manifestazione così va presa sul serio. Allegramente sul serio. Dentro di noi, sul serio. Centinaia di migliaia di persona si sono mosse dietro un ‘unica bandiera, quella di un partito che comincia adesso. Questa, nella storia del nostro paese, è davvero una novità. Gli organismi dirigenti sono quelli che sono, la linea politica, il programma, sembrano più un gioco di rimessa, un qualcosa in divenire che mette ansia, che non dà sicurezza. Le anime, i ceppi, le diverse geografie, gli imbarazzi locali, i toni delle raccomandazioni e delle imprecazioni. Tutto era e resta preoccupante. Ma la diferenza c’è e si è manifestata. Nella levataccia, nei kilometri, nel disagio e nella determinazione ad esserci. Che splendido risultato. Se avevamo orecchie abbiamo sentito, se avremo cuore raccoglieremo il senso di quella domanda. Siamo andati a Roma a rompere gli indugi e i distinguo. Vogliamo un grande partito riformista. Un partito che dia corpo alla speranza, al coraggio, alla concretezza di un progetto, che si candida a governare. Questo partito c’è e si chiama Partito Democratico. Il suo Leader si chiama Walter Veltroni. Tornando a casa, sul pulman, stanchi, stonati dalla fatica e dalla bella prova abbiamo convocato per domani sera (MARTEDì) la riunione dei circoli della valle dell’Arno. Ora facciamo le tessere. Apriamo la campagna elettorale. Subito.

      Un bacio.

      Guelfo

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    6. Caro Guelfo,
      credo che questo sia stato il primo grande risultato della mobilitazione così riuscita: rimboccarsi le maniche, tornare a casa con la consapevolezza che siamo in tanti, siamo vivi e vegeti, e che il Paese ha bisogno di saperlo e di vederlo ogni giorno.
      Le tessere, le porte aperte nei circoli, le teste da usare e la parola da far circolare.
      Avremo tante campagne elettorali, avremo candidati e programmi, dobbiamo chiedere tanti voti afficnhè amministrative ed europee ci consegnino un paese meno rassegnato.
      Un abbraccio anche a te.
      susanna

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    7. deve per forza finire quest’epoca della bugia e della falsità, il pregiudicato silvio deve smettere di fare il dittatore, possibile che ci siano ancora persone che gli credono!!!! come può l’Italia aver prodotto una simile banda di intrallazzatori con un così grande seguito. Ci vorranno anni per far rinsavire le persone dall’ipnosi mediatica in cui sono sprofondate.

      ma ce la faremo!!!!

      saluti fiore

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