Se il Pil Italiano ha bisogno delle donne

sulle cronache economiche di numerosi  quotidiani oggi si fanno due conti sconosciuti ai più, un pò meno alle donne: secondo uno studio della Banca d’italia una delle possibilità di risollevare l’economia si chiama..più donne occupate. Purtroppo nel paese del nuovo Robin Hood siamo molto lontani da una effettiva parità tra uomini e donne anche nel mercato del lavoro ed una delle ragioni per le quali le giovani donne italiane, pur istruite, formate, laureate, specializzate…fanno fatica ad entrare nel mercato del lavoro, progredire nella propria professione, raggiungere i vertici della carriera..è la difficoltà a conciliare la legittima aspirazione a lavoro e carriera, con i figli.

Ed allora, accanto alle stime che la banca d’Italia fa (si parla di un 17% in più di Pil se le donne lavorassero con percentuali simili agli uomini), occorre mettere qualche dato su asili nido (Lisbona ci imporrebbe il 33% siamo a circa il 9%), scuole materne, servizi agli anziani, servizi di conciliazione, politiche nelle aziende più amiche delle famiglie…e potrei continuare.

Non vorrei, che dopo le assemblee confindustriali ci fossimo illuse ed illusi  in questo nostro Paese che avere presidenze femminili a capo di Confindustria Italiana, dei Giovani Industriali e anche della nostra Toscana, abbia diper se risolto i problemi di disparità di trattamento tra i sessi…perchè siamo ancora lontani….

susanna

 

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    8 commenti


    1. Quello che rende difficile le cose semplici, è spesso legato al pensiero puramente maschile. In ambito di sviluppo le donne avranno un peso sempre più importante. Credo che una politica, equilibrata ed efficace, deve per prima cosa non opprimere le donne con questo peso e responsabilità: “adesso dimostrate quanto valete……………….”. Manager o operaia, investire sulle capacità femminili è sicuramente una mossa vincente.

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    2. Caro Fabrizio,
      hai ragione da vendere..e tra l’altro hai colto pienamente il tema. Purtroppo troppo spesso quando parliamo di questi temi ci sentiamo rispondere che …oramai il tema è superato…ma basta osservare, parlare con le ragazze neolaureate, o conle quasi cinquantenni che rischiano il posto, con le tante normali donne che ..appena hanno finito con i figli, cominciano con l’assistenza ai genitori..
      solo investendo seriamente sulle donne potremo avere una società migliore…
      Susanna

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    3. Noi ragazze più giovani oggi viviamo in due mondi separati: il primo è quello dell’insicurezza, in secondo è quello dell’indipendenza. Insicure del nostro essere donna e forse anche futura mamma e quindi futuro, indipendenza nelle scelte di vita senza tanti compromessi…………risultato ? una vita in “panchina” in attesa che qualcuno si accorga che esistiamo.

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    4. Cara Maria,
      ciò che dici è profondamente vero e dovremmo riuscire a farlo capire a tutti coloro che rimproverano le donne italiane di …fare pochi bambini…e di essere “egosite”. Le ragazze sono doppiamente penalizzate rispetto ai loro coetanei nonostante tutte le statistiche ci dicano che sono più istruite e specializzate. Sarà solo investendo su di voi che potremmo invertire la tendenza. In regione avevo avviato un lavoro per una legge regionale sulla cittadinanza di genere che cercava di andare proprio in quella direzione. Il mio lavoro lo stanno proseguendo gli assessori Gelli e Simoncini, e spero vivamente che almeno in Toscana possiamo avere qualche garanzia in più da poter dare a voi e quindi alla Toscana stessa.
      Susanna

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    5. come ha detto Fabrizio, noi donne bisogna dimostrare sempre di essere all’altezza……………ripeto bisogna perchè se sei un tantino fragile esce subito quel sorrisino ironico che si traduce in………….”visto ? era da immaginare”. A Maria dico che bisogna anche uscire dalla mentalità della “panchina” e darsi un pochino una mossa mettendosi in gioco sul serio………………….

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    6. Susanna ha perfettamente ragione sul fatto del “doppiamente penalizzate”. Traspare in maniera inequivocabile dalle opinioni di Maria e Valeria. Un saluto a tutte voi.

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    7. Gentilissima Onorevole Susanna Cenni

      Innanzitutto voglio presentarmi : Mi chiamo Giovanna Mallardo, sono una iscritta fondatrice alla sede del PD di Siena sez. Petriccio, ho 18 anni ed abito a Siena da circa tre anni perché mi sono trasferita con tutta la famiglia dalla provincia di Napoli per problemi di lavoro di mio padre che si è trovato in mobilità dopo 18 anni di lavoro per “Fallimento aziendale” (per fortuna ora lavora presso l’università di Siena).
      Mi trovo in stato interssante al 7° mese di gravidanza una scelta coraggiosa quella di portare avanti la mia gravidanza nonostante le tantissime difficoltà. La prima di aver dovuto abbandonare la scuola (non riuscivo a stare chiusa in classe, mi sentivo soffocare e in più mi veniva spesso il vomito) dove frequentavo il 4°anno di Operatore d’impresa Turistica. La seconda, avere il papà del nascituro che “lavoricchia” nel settore Edile a Napoli senza un regolare contratto di lavoro rischiando la propria pelle tutti i giorni per 30 euro quando non piove e c’è lavoro, praticamente un disoccupato. Lui vorrebbe trasferirsi qui a Siena, ma un grosso problema è quello abitativo dove io e la mia famiglia composta da 6 persone me compresa viviamo in una vecchia casa colonica umida, con muffa e intonaco cadente dalle soffitta, composta da due piccoli vani più un bagno: in tutto 50 mq. Sono costretta a condividere la camera da letto con i miei 3 fratelli di 24-20-e 14 anni dormendo in due letti a castello. La mia famiglia paga per questo alloggio 550 euro al mese e se considera che solo mio padre lavora con un reddito di circa 18.000 euro annui! Mia madre invece dopo due anni è riuscita a trovare un lavoretto a tempo determinato di 6 mesi con scadenza 31 marzo 2009.
      I miei fratelli maggiorenni attualmente sono in cerca di lavoro, mentre il più piccolo frequenta la 2^ media e per recarsi a scuola deve pagare l’abbonamento per lo scuola bus ed in più porta un apparecchio dentale per problemi alle arcate pagando 850 euro annui di ticket sanitario.
      Le lascio immaginare l’incubo che ho sapendo che ad aprile nascerà il bimbo e saremo in 5 persone nella cameretta in più la culla non avendo neanche lo spazio materiale dove appoggiarla. Abbiamo esposto il problema al comune di Siena sia ai politici sia agli assistenti sociali, ma sembra che a nessuno interessi. In proposito mio padre ha anche partecipato ai bandi emessi dal Comune di Siena sia per canone concordato (escluso perché troppo povero, ha provato anche a far ricorso al TAR riuscendo ad avere una sospensiva, ma il Comune ha fatto ricorso al Consiglio di Stato avendo esito positivo) sia per assegnazione ERP case popolari (escluso perché troppo ricco anche perché nel frattempo mio fratello aveva lavorato per 6 mesi con contratto co.co.pro facendo lievitare il reddito familiare). I miei genitori in questi ultimi mesi hanno provato a cercare una casa un po’ più grande anche attraverso agenzie immobiliari, ma vengono derisi quando sentono che il loro budget non può superare i 700 euro mensili. Purtroppo la stessa cosa vale anche per i comuni limitrofi di Siena.
      Le lascio immaginare la mia angoscia che mi deprime giorno dopo giorno man mano che si avvicina il giorno del parto. Eppure l’evento di un figlio porta sempre Gioia in ogni “casa”
      Ho avuto in questi mesi molte volte la tentazione di ABORTIRE per la disperazione, altre volte penso che se commettessi un reato e mi portassero in una cella del carcere almeno lì avrei gli spazi che consentono di poter crescere un figlio. Ma fortunatamente, riesce a prevalere in me l’istinto materno.
      Dopo questo sfogo vorrei solo esprimere la mia forte richiesta di aiuto e che possa venire nel rispetto della mia dignità che continua ad essere giorno dopo giorno sempre più calpestata da questa società così non attenta ai bisogni che una persona come me possa avere durante la propria vita per far nascere un bambino.

      Grazie per l’attenzione che vorrà mostrare. F.to
      Giovanna Mallardo
      E mail giovannamallardo@libero.it

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