Sfidare il futuro

In poche settimana il Governo giallo verde ha collezionato alcuni record: la bocciatura del Nadef (nota di aggiornamento al documento di economia e finanza) dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, le grosse critiche di Banca d’Italia e Corte dei Conti, la lettera della Commissione Europea, lo spread  a 320 con conseguenti danni ai risparmi ed ai mutui degli Italiani. Accanto a questo un frontale attacco ai principali quotidiani e settimanali Italiani, rei di esprimere critiche ai provvedimenti di questo Governo. Potrei proseguire, e non mi interessa sinceramente soffermarmi sulle gaffes di importanti ministri. Ma un ulteriore fatto credo valga la pena di essere ricordato: subito dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi, risultava evidente la necessità immediata di nominare un commissario per la ricostruzione. E’ quanto si fa di norma dopo ogni disastro, e quasi sempre si sceglie la figura istituzionale più vicina al territorio, il presidente della Regione, il Sindaco..e invece anche qui, si è parlato della ricerca di una figura tecnica di altissimo profilo, si è partorito qualche topolino non sopravvissuto più di qualche ora, per poi arrivare, dopo 45 giorni esattamente lì, alla scelta del Sindaco, sprecando tempo prezioso.
C’è un tema grande che riguarda la qualità delle politiche di Governo, ma c’è una questione altrettanto grande che riguarda il rapporto tra gli esponenti del governo e gli snodi della democrazia, del pluralismo del nostro Paese.
Dove ci stanno portando?  Temo nei guai.
I contenuti dei provvedimenti sono preoccupanti. Il Nadef non ha basi affidabili. Inoltre risulta di difficile comprensione come potrebbe questo documento generare sviluppo visto che se lo spread è sintomo di sfiducia dei mercati , è abbastanza evidente che se lo spread cresce sarà difficile che le imprese investano, e molto più probabile il contrario.
Sul decreto Genova, il giudizio di tutti è stato pesantissimo, dalle istituzioni liguri al mondo delle imprese. Un decreto che tra l’altro non avvia nessuna procedura di revisione della concessione a società Autostrade, introduce pericolose deroghe a tutte le procedure, comprese quelle antimafia.
In queste ore ci stiamo battendo per cambiare, migliorare, questi provvedimenti, e la rigidità avuta sino ad ora non lascia ben sperare in proposito.
E’ molto più probabile che questi provvedimenti vadano avanti con le loro pecche e con i loro errori.
Eppure ad oggi il 60% degli Italiani pare ancora sostenere questo Governo ed orientato a sostenere queste forze anche alle Europee.
Ovviamente dipende anche da noi, da ciò che saremo capaci di mettere in campo e da come sapremo raccontare ciò che succede.
E allora dovremo essere capaci di far capire ai cittadini cosa cambierà nelle loro vite, nelle loro spese, nei loro redditi. In Parlamento, nei nostri circoli, sui social..ovunque.
Poi però dovremo lavorare per dare a questo Paese un’altra possibilità, un’alternativa al Governo sovranista Italiano.
Questo dovrà essere il compito del nostro prossimo congresso: un orizzonte politico culturale chiaro, la costruzione di una alternativa.
Altrimenti, e mi perdoneranno i 6 o 7 candidati già in campo e pronti alla disfida anche a livello nazionale, quel congresso non servirà assolutamente a niente.
Io penso che non ci serva la riffa dei nomi ma una discussione seria delle piattaforme, della direzione.
Spero di cuore che abbiamo capito la lezione. E se abbiamo capito che vogliamo davvero aprire pagine nuove, in Toscana e in Italia.

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