Strenne, stangate ed assenze imperdonabili

Mentre le luci scintillanti di Natale predispongono il Paese a ritirarsi per qualche giorno nel calore delle proprie case, qualcosa di inedito sta avvenendo nelle aule Parlamentari.

La Camera ha approvato giorni fa una manovra falsa ed insostenibile secondo tutti gli osservatori, al Senato arriva un altro testo, un testo semiclandestino con al suo interno una stangata pesantissima per il Paese. La scadenza per l’esercizio provvisorio si avvicina, la Camera tornerà a votare dopo Natale.
Ma non è tutto qui. Forse, nei giorni in cui tutti si cimenteranno nei flash back di questo 2018, è giusto ricordare almeno gli ultimi mesi, quelli che hanno raccontato una storia diversa da quanto sta avvenendo. Ricordate i festeggiamenti sul balcone? quel brindisi fuori contesto del 2,4%, la sconfitta della povertà, la sberla ai “burocrati di Bruxelles”, il reddito di cittadinanza? Ecco vi chiedo di fermarlo un attimo quel ricordo. Ricordate le dichiarazioni dei due vicepremier che smentivano Tria sulla possibilità di rivedere l’indebitamento? Ed ancora le audizioni imbarazzanti in sede di commissione Bilancio, quelle altrettanto vuote del Premier in aula..niente numeri, niente sostanza, niente verità. E nel silenzio, nel gioco delle parti e delle smentite, la legge di Bilancio, dopo i recenti viaggi del Premier invisibile a Bruxelles, dopo settimane di discussione sul nulla e bugie nella commissione Bilancio di Montecitorio in cui si è raccontata una storia la nostra legge di Bilancio la decide la Commissione Europea.

Nessun esame in commissione, nessun mandato al relatore: nella nuova manovra, quella in cui il deficit passa dal festeggiato 2,4% al 2%, quella vera,  lo stanziamento per il reddito di cittadinanza scende da 9 a 7 mld, quello per le pensioni viene di fatto dimezzato a 3,9 mld e la clausola di salvaguardia richiede  non più i 12 mld, ma ben 20 per la sterilizzazione con lo scenario di di una aliquota Iva che nel 2020 salirebbe al 25% (che significa 20 mld per evitarne l’entrata in vigore) ed addirittura al 26.5% nel 2021. Ci sono ancora tagli agli investimenti per circa 3 mld, salta il credito d’imposta Irap per le assunzioni al sud, cosi come quello per gli investimenti in beni strumentali, ed altro che vedremo nei dettagli nelle prossime ore. In sintesi, nel passaggio tra Camera e Senato, 10,3 mld tra tagli e maggiori entrate e 2 mld di risorse sono congelate. Il “Governo del Cambiamento” vara con 12,3 mld in meno la legge di bilancio scritta a Bruxelles bypassando ogni regola minima di funzionamento del Parlamento. Luci scintillanti, nastri e pacchi colorati. Panettoni, lenticchie, e una stangata pesantissima senza precedenti.

Il terrorismo torna a colpire nel cuore dell’Europa. Pochi giorni fa a Strasburgo, nei giorni di sessione Parlamentare, un terrorista già noto alle forze dell’ordine, fa fuoco su un mercatino di Natale e uccide. Ferisce ed uccide. Tra le vittime ancora una volta un giovane italiano, si chiamava Antonio Megalizzi e ieri si sono tenuti i funerali a Trento, la sua città. Ad attendere la sua salma in Italia assieme ai familiari, solo il Presidente della Repubblica Mattarella e nemmeno un rappresentarne del Governo, un’assenza incredibile ed incomprensibile. Non c’era il Premier, non c’erano i vice, nessuno.

Antonio, era un giornalista, un reporter di una rete di informazione universitaria. Aveva un bel volto Antonio, come quello di Valeria Solesin, di Giulio Regeni.  Una generazione di italiani che credeva nell’Europa, credeva nel mondo, nella giustizia e nella democrazia, una generazione in movimento, che studiava, faceva ricerca, denunciava ineguaglianze e che aveva sogni. Sognava un futuro diverso. Vittime di un terrorismo che vuole abbattere esattamente quei sogni di libertà, di circolazione, di futuro.  Quell’assenza, di fronte alla salma di una giovane vittima, è stata un tradimento di tutto questo.

E ancora una volta tutto questo ci riporta al bisogno di un’Europa diversa, che non entri in campo solo per la solidità dei bilanci, ma che si consolidi per una identità di Europa dei cittadini, in cui la formazione, il lavoro, la sicurezza sociale, il reddito, il fare impresa, i diritti siano sempre più omogenei dentro agli “Stati Uniti d’Europa”. Ma quel sogno, quello di Antonio, per adesso è solo tale e rischia di allontanarsi da noi e dal futuro prossimo, rischia di frantumarsi definitivamente se al prossimo appuntamento elettorale, quello della prossima primavera ad affermarsi fossero le forze sovraniste, quelle che hanno introdotto l’ossimoro della “democrazia illiberale”, quelli dei fili spinati, quelle del ritorno indietro dei diritti delle donne, della libera stampa, gli amici di Salvini e Le Pen.

E qui la partita torna anche in casa nostra. Nella difficoltà a far vivere una opposizione grande al Governo giallo – verde fuori dalle aule parlamentari, nel Paese, tra i cittadini. È infatti impressionante come, mentre si celebra l’inganno di una legge di bilancio lacrime e sangue, i sondaggi confermino un consenso così alto al Governo ed alla Lega. Purtroppo una possibile risposta sta in casa nostra nella difficoltà a rappresentare un’alternativa credibile e praticabile a questa folle alleanza, una alleanza che avremmo dovuto provare ad impedire.

Non aiutano certo i venti di una possibile nuova scissione nel Pd. Affatto. Non ci servono nuove separazioni, ci serve chiarezza. Molta. Ci serve una netta discontinuità con chi ha guidato il Pd sino ad oggi. E spero che questo congresso assolutamente tardivo ci auto a farla. Anche per questo, per tutto questo, sosterrò convintamente la candidatura di Nicola Zingaretti e la sua piattaforma che ho sottoscritto. C’è un lavoro importante in piedi da mesi che ha già coinvolto giovani, donne, competenze, con il progetto di Piazza Grande e che sta camminando nel Paese.

C’è un documento scritto da Gianni Cuperlo e molti altri di adesione alla piattaforma di Nicola Zingaretti, che lancia l’idea di una nuova alleanza, di una Costituente Democratica capace di costruire  ed allargare il consenso ad un progetto alternativo a questo sciagurato e pericoloso Governo. Un documento che sta viaggiando e raccogliendo firme. Nicola Zingaretti è tra i pochi leader ed amministratori ad aver vinto un passaggio elettorale anche in una fase così discendente per il Pd. E un uomo determinato, mite nel linguaggio ma forte negli intenti. Qualche sera fa ci siamo incontrati assieme ai colleghi deputati che lo sosterranno, uomini e donne che negli anni passati hanno fatto scelte congressuali diverse ma che oggi sono accomunati dalla convinzione di una rinascita ed una rifondazione di un Pd che si apre, riparte dalle persone, parla ai tanti delusi che ci hanno voltato le spalle, ma soprattutto parla all’Italia che ha bisogno di tornare a credere che non può finire così. Nicola ha raccolto, nella sua mozione congressuale, una mia proposta sulla guida duale, sul modello dei verdi tedeschi. Un uomo ed una donna alla guida di ogni responsabilità, per avere leader maschili e femminili pronti in ogni competenza. Tema di cui parlo oggi su la Repubblica.

“E tempo di scegliere. Prima le persone”. Questo il titolo della sua mozione. Adesso in moto per costruire tante Piazze Grandi, riaccendere speranza ed attivare volontà.

A voi tutti e tutte, nonostante un tempo difficile, i miei più sinceri auguri di trascorrere festività ed un nuovo anno sereni

Susanna

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