#TerrediSiena. L’Enoteca non deve morire.

Nei giorni scorsi ho condiviso e firmato l’appello lanciato dal collega Flavio Tattarini, dal senatore Riccardo Margheriti e da Pasquale Di Lena, promotore Città del Vino, Città dell’Olio. In sintonia con questo obiettivo, la scorsa settimana, d’accordo con i soci pubblici, ho depositato un’interrogazione a risposta urgente chiedendo al Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, di accelerare tutte le procedure per far fronte ai crediti che l’ente vanta nei confronti del Mipaaf e quali siano gli strumenti che il governo intende mettere in campo a sostegno dell’Enoteca. Sono stati compiuti errori pesanti in questi anni recenti, ma non è accettabile che a pagare siano, i dipendenti dell’ente che, dopo anni di cassa integrazione, stanno vivendo il dramma della perdita del lavoro. Continuo a credere che sia sbagliato cancellare un Ente come Enoteca, non solo per la sua storia, ma soprattutto per le potenzialità che potrebbe ancora avere per lo sviluppo e la valorizzazione  del vino e dell’agroalimentare. Enoteca potrebbe ancora essere veicolo e simbolo  del Made in Italy.

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    1 commento


    1. L’enoteca italiana di Siena non deve morire per il valore che riveste in un territorio come quello senese, dove ci sono quattro docg e tante doc per il vino, per non parlare poi della qualità dell’olio. Non dimentichiamoci dell’importanza che rivestono per il Made in Italy questi prodotti. Troviamo una soluzione affinché possa andare avanti con progetti degni del ruolo che riveste a livello italiano e non solo. Tiziana Fregoli

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