Uniamo le forze per dire no alla vendita all’asta di Suvignano

Il progetto di riutilizzo sociale dell’azienda agricola di Suvignano, proposto dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Siena e dal Comune di Monteroni d’Arbia, insieme alle associazioni Arci e Libera, rischia di essere vanificato dalla decisione dell’Agenzia del demanio di procedere alla vendita dei beni confiscati alla mafia, mediante asta pubblica. La notizia è arrivata pochi giorni fa, cogliendo di sorpresa tutti gli interessati. Solo recentemente, infatti, la Commissione regionale agricoltura aveva deciso di assegnare l’azienda di Suvignano, confiscata nel 2007 al mafioso Vincenzo Piazza, alla Regione, alla Provincia di Siena e all’amministrazione comunale di Monteroni d’Arbia. Attualmente, la gestione e la destinazione dei beni confiscati è disciplinata dalla legge 109 del 1996, che prevede che la destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati sia effettuata con provvedimento del Direttore centrale del Demanio del Ministero delle finanze.

Nei giorni scorsi ho sottoscritto, insieme a Paolo Fontanelli, una risoluzione presentata da Franco Ceccuzzi che impegna il governo a sospendere la decisione dell’Agenzia del demanio. L’azienda agricola di Suvignano si estende su oltre settecento ettari, per un valore di circa 25 milioni di euro e si trova in un territorio molto attraente sotto il profilo economico e paesaggistico. Venderla all’asta significa rimettere in gioco organizzazioni legate alla criminalità organizzata, capaci di mettere in campo ingenti somme di denaro provenienti da fonti illecite e di estromettere dalla competizione soggetti che, invece, operano nella piena legalità. A tutto questo si aggiunge la gravità delle recenti norme sul rientro dei capitali all’estero, il cosiddetto “scudo fiscale”, che non permettono di risalire alla provenienza dei capitali illegalmente esportati.

Qualche giorno fa ho presentato una interrogazione al Ministro Zaia chiedendo di conoscere anche le sue intenzioni poiché sono tante le occasioni nella quali parla del bisogno di sostenere i giovani a lavorare ed intraprendere in agricoltura..e sappiamo che in molti dei territori confiscati sono stati proprio i giovani ad impegnarsi per creare una vera e propria filiera dei prodotti agricoli provenienti dai territori confiscati alla mafia.

Di fronte a questo scenario e per scongiurare l’ipotesi di vendita all’asta del bene, tutto ciò che potremo fare sarà importante.

Importante il sostegno dei soggetti coinvolti nel recupero di Suvignano per difendere un progetto che, accanto alla ripresa della produzione agricola e zootecnica, prevede iniziative di alto valore sociale e di educazione alla cittadinanza attiva, coinvolgendo le scuole e le associazioni che operano sul territorio senese e promuovendo una battaglia politica e culturale per assegnare Suvignano agli enti locali del territorio, con un solo obiettivo: portare benefici a tutta la comunità senese e valorizzare un progetto che ha importanti ricadute produttive e sociali per il territorio locale.

Importante la petizione lanciata dal Pd di Monteroni d’Arbia per raccogliere le firme e chiedere al Parlamento di modificare la legge sul riutilizzo dei beni confiscati alla mafia e al Prefetto di Siena di battersi affinchè Suvignano possa essere utilizzata dagli enti locali per scopi sociali. Una petizione alla quale aderisco ed invito ad aderire.

La prossima tappa di questa “battaglia” è in programma proprio a Monteroni d’Arbia, presso la sala piccola della discoteca Papillon, oggi, venerdì 4 dicembre alle ore 21.30, dove sarò presente, insieme al parlamentare Franco Ceccuzzi; Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana; Jacopo Armini, sindaco di Monteroni d’Arbia e Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci di Siena.

PER APPROFONDIRE:

–    La risoluzione presentata da Franco Ceccuzzi, Susanna Cenni e Paolo Fontanelli

–    L’interrogazione al Ministro Zaia presentata da Susanna Cenni


–    La petizione del Pd di Monteroni d’Arbia in difesa di Suvignano

Be Sociable, Share!

    1 commento


    1. Nella mia grande ingenuità, vedo in questa azienda, se ben gestita come credo (non “gettata” all’asta di chi??……con i soldi di chi???….dove non c’è tracciabilita sicura!!!) fonte di sapere per molte scolaresche che potranno vedere come la natura interviene sulla flora e la fauna, tutto nel pieno rispetto del biologico, ma chi sa? forse è solamente un sogno scusatemi…

      Rispondi

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *