Verso gli anni ’20 del 2000

Con il voto di fiducia alla Camera è approvata la prima Legge di Bilancio del Governo giallo rosso. Difficile entusiasmarsi. Alla Camera il testo è giunto solo la settimana scorsa con nessuna possibilità di esaminare ed emendare alcunchè, pena il rischio dell’esercizio provvisorio con una terza lettura. Non è un bel segnale. Un anno fa eravamo fuori dalla Camera a protestare proprio per una legge di bilancio di fatto esaminata da un solo ramo Parlamentare e di fatto il nostro Governo ha fatto la stessa cosa.
Certo, occorre ricordare che stiamo parlando del Governo nato dalla crisi di agosto, di una alleanza che al suo interno ha vissuto anche una scissione, che la prima partita da gestire è stata la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, 23 miliardi da trovare in poco più di un mese, e quindi certamente non una passeggiata. Ma dobbiamo anche dirci la verità, e cioè che la ragione di tanto ritardo nell’esame del Senato è stato generata da un complicato riesame con relativa riscrittura di articoli sui quali non c’era l’accordo tra le forze di maggioranza.
E su questo, davvero, a Gennaio, con una adeguata verifica c’è da fare un salto di qualità nella solidità della maggioranza, o diventa davvero complicato pensare che questa alleanza possa avere un futuro.
Detto ciò credo sia giusto riconoscere ai contenuti della legge alcune importanti novità tutt’altro che scontate.
Penso al cuneo fiscale inizialmente con uno stanziamento di 3 miliardi per poi giungere a 5, agli incentivi per le assunzioni di giovani , penso alle risorse messe in campo per i Comuni, per le aree interne, le isole, per la messa in sicurezza di scuole ed edifici, penso all’investimento sugli asili nido, al pacchetto di misure Green per privati e per le imprese, penso alle misure per un’agricoltura più competitiva, sostenibile, giovane e femminile, penso alle misure che cercano di attutire le differenza di genere, nella rappresentanza, nello sport (per le donne professioniste), nell’imprenditoria, nella tutela dalla violenza,il recupero di risorse per le vittime di femminicidio,  penso alla stabilizzazione del personale nella sanità e nel Crea, alla proroga della CIG per molte aziende in crisi, alla sperimentazione del voto elettronico per gli studenti fuori sede, allo sblocco delle assunzioni per i piccoli comuni, ai provvedimenti per la lotta all’evasione fiscale.
Sono contenuti che danno un segnale chiaro: un Paese più giusto, più sostenibile, in cui l’accesso al sapere, alle cure deve essere garantito.
Sappiamo che restano criticità, ma spero superabili con i “collegati” che verranno prodotti ad inizio 2020, e con il decreto milleproroghe. Lo vedremo presto.
 
Brexit adesso è una realtà. Il voto nel Regno Unito ha dato una indicazione chiarissima con la vittoria ben oltre al previsto del Premier Boris.  Adesso le conseguenze saranno immediate, per la GB e per l’Europa. Un voto pesante per il Labour, che indubbiamente di errori ne ha compiuti molti, forse anche abbandonando l’elettorato delle periferie, delle campagne Britanniche, alle sue paure, dentro una crisi che si è fatta sentire, perfettamente interpretate da conservatori e sovranisti.
 
Le Sardine hanno riempito Roma. Il coraggio di quel movimento nello scegliere piazza San Giovanni è stato premiato da una partecipazione bellissima, grande. È stato anche il  primo appuntamento dei rappresentanti dei vari movimenti delle città. In molti si sono chiesti e si stanno chiedendo cosa significhi. Abbondano sondaggi, tendenze, si fanno proiezioni sul loro possibile consenso elettorale, sul trasferimento dei leader nelle prossime istituzioni. Forse più utilmente questo movimento andrebbe ascoltato, osservato, e andrebbero favoriti dialogo e confronto con tutte quelle forze che si ritrovano in alcuni valori di fondo, quelli costituzionali, democratici, e che da tale movimento possono ricevere stimoli importanti per il loro rinnovamento e per una più forte apertura.
Intanto si avvicinano le date delle elezioni Regionali, con l’Emilia Romagna osservato speciale e la Calabria travolta da centinaia e centinaia di arresti. 
Il Pd, tramite le parole del suo segretario Nicola Zingaretti ha annunciato un congresso per il 2020 finalmente, spero,  un congresso destinato a discutere soprattutto di contenuti e a non fare la mera conta sui nomi. Chissà che il vento delle sardine, dei movimenti femminili e femministi, non riesca a contaminare anche il nostro percorso ancora dolorante per scissioni e correnti…è chiaro che occorre avviare una stagione capace di aprire il pd a quanto si sta muovendo nella società.
 
Nella memoria di tutti noi c’è ancora l’acqua alta a Venezia, ma purtroppo dobbiamo far posto ad altre immagini di frane, di ponti, di alluvioni e stavolta anche dei disastri in terra di Siena, con il crollo di una carreggiata della Cassia tra Abbadia San Salvatore e Radicofani. Un crollo che pur non avendo determinato feriti o morti, ha colpito pesantemente le popolazioni del sud della nostra provincia aggravando una situazione già precaria di fragilità infrastrutturale, determinando  un vero e proprio isolamento di quella area. Tutto ciò mentre fallisce l’ennesimo vertice mondiale sui mutamenti climatici. Sappiamo bene che c’è una sfida ai mutamenti che si può cambiare solo con un’alleanza globale, ma è oramai chiaro che ad ognuno di noi spetta una fetta di responsabilità nel cambiare comportamenti, politiche, scelte, ed una parte di questo mutamento riguarda esattamente le aree interne, le aree rurali. Questa legge di bilancio ha riallocato un po’ di risorse anche su province, viabilità, ed aree interne, spero sia davvero l’inizio di una svolta.
 
 
Il 12 dicembre di quest’anno è stato il 50° anniversario della prima strage terrorista di questo nostro Paese. Abbiamo tutti rivisto filmati, foto, abbiamo riascoltato parole e ricostruito la Storia. Quella delle ipocrisie, dei depistaggi, ma anche quella della reazione democratica di un Paese che non si arrese alle stragi fasciste.
 
Tra le novità di questo scorcio di anno c’è anche una piccola cosa che mi riguarda, la responsabilità che Nicola Zingaretti mi ha chiesto di assumere sulle politiche agricole nel Pd. Lo farò impegnandomi e cercando di coinvolgere uomini e donne, di costruire un lavoro ed un progetto raccogliendo le tante cose che ho avuto modo di ascoltare ed imparare dal mondo agricolo.
 
É stato un anno complesso, pieno di cambiamenti. Nessuno avrebbe immaginato un capovolgimento del Governo come quello avvenuto ad agosto, ma forse nemmeno che un Ministro dell’Interno con garbo e poca visibilità tornasse a pronunciare parole di verità su sbarchi e numeri veri dell’immigrazione, o ancora che così velocemente un popolo democratico tornasse a riempire piazza San Giovanni. 
E allora ai cambiamenti si può dare la direzione che serve se c’è la capacità di ricostruire un filo tra popolo e decisori. É possibile, ma bisogna lavorare sodo per non deludere questo nostro bellissimo Paese. 
 
”..è la gente che fa la storia,
quando è il momento di scegliere e di andare 
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti 
che sanno benissimo cosa fare…”
 
Buon anno a tutte e tutti
 
 
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