Vino, perché il 2010 sia l’anno della ripresa tutto dovrà funzionare al meglio

In Toscana si avvicinano le anteprime di alcuni grandi vini e c’è grande attesa per le prime indicazioni che verranno dal mercato, soprattutto sul fronte internazionale. La crisi non può ancora dirsi superata, ma vanno letti alcuni piccoli segnali di tenuta – se non addirittura di ripresa – per l’agricoltura, e in particolare per il vino, che sembrano cominciare a registrarsi. L’annata 2010 sarà il banco di prova per alcune importanti novità introdotte dalla nuova disciplina comunitaria e dalla riforma della “legge quadro” del settore (l. 164/92), che la recepisce.

Sulla riforma (segnalo a questo proposito un’intervista doppia a me e al ministro Luca Zaia che sarà pubblicata nel numero di febbraio del mensile “I Grandi Vini”), in commissione agricoltura noi del Pd abbiamo insistito per coinvolgere direttamente gli attori impegnati quotidianamente nella produzione vitivinicola. Riteniamo che sia stato svolto un buon lavoro, in buona parte frutto di discussione e confronto con le Regioni, ma anche che sarà necessario un monitoraggio attento delle novità previste. Gli strumenti ci sono, ora occorre farli funzionare bene e gestire con attenzione alcuni passaggi delicati. A partire dai controlli, che ovviamente dovranno essere fatti con estremo rigore. È chiaro a tutti che il nostro vino non può più permettersi di incappare in altri “incidenti” di percorso, come quello che ha visto protagonista il Brunello.

Altra partita delicata si giocherà intorno alle denominazioni. Come è noto Doc, Docg e Igt andranno col tempo a confluire nelle Dop,  nelle Igp e troveremo i vini da tavola con possibilità di inserire in etichetta vitigni e annata. Occorrerà gestire con cautela questa fase transitoria, sia per consentire al consumatore di abituarsi gradualmente alle nuove diciture europee, sia per salvaguardare (anche sulle etichette dei prodotti) il prestigio dei nostri vini di maggior pregio, comprese tante Igt che hanno fatto la storia del nostro territorio. Spero che a questo corrisponda una voglia del mondo vitivinicolo di fare qualche nuova scommessa, magari sui temi della sostenibilità (parteciperò il 1° febbraio ad un convegno a Crespina proprio sul tema), magari sui prezzi al consumo, perché credo che i consumatori assieme alla qualità si attendano un bravo produttore , magari eticamente più attento, e sono certa che la Toscana sia in grado di farlo.

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    3 commenti


    1. credo sia fondamentale raccogliere la sfida lanciata con Vignerons d’europe a Montecatini, solo lavorando a sviluppare una rete dei piccoli produttori è possibile sostenere il settore. Il fatto che la manifestazione si sia svolta in Toscana ci deve proiettare a cercare di rappresentare anche all’estero il sinonimo di qualità e rispetto del’ambiente.

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    2. E’ vero abbiamo dei grandi vini ma con tanti grandi problemi. Quello che è successo, e continua a succedere al Brunello e al Chianti, non solo ci deve far riflettere ma dobbiamo proporre delle metodologie di controllo e renderle obbligatorie. Dobbiamo dare fiducia a chi queste cose le sa fare seriamente sennò si avremmo grandi vini m avremmo anche la sfiducia dei consumatori.

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    3. In ottobre io e mia moglie abbiamo partecipato alla marcia per la pace in Israele e Palestina ” Time for responsabilities” promossa dalla Tavola per la Pace con molte associazioni; è stata un’esperienza forte ed ora cerchiamo di ” fare qualcosa” promuovendo con il Comune e la Provincia di Siena degli incontri nelle scuole. Forse, tra i tanti tuoi impegni, potrebbe essere utile parlarne un po’ ?

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