Voler bene all’Italia e’ un voto al Pd.

Ogni voto sarà prezioso per cambiare il Paese. Ogni giorno, ogni ora è ancora utile per raccontare le nostre priorità e convincere i dubbiosi. Coloro che sono tentati dal non voto o dalla piazza qualunquista. C’è rabbia e smarrimento, c’è delusione, voglia di protesta, l’ho incontrata quotidianamente anche nel mio viaggio elettorale. Una rabbia che ha tutte la ragioni di esistere. Rabbia contro la politica, contro chi ci ha condotti sin qui. Ma domenica a quella protesta va dato uno sbocco per ricostruire, perché la protesta e la testimonianza, da sole, non bastano a cambiare il corso della storia.
Quello sbocco non può che essere la vittoria del Partito Democratico e della coalizione “Italia Bene Comune”.
No. Non siamo tutti uguali, c’è chi ha fatto le primarie aprendosi al Paese e chi ha stilato le liste nella stanza del capo. C’è chi ha reso le sue liste indiscutibili e chi ha optato per i soliti noti. C’è chi fa i conti con la realtà e chi attrezza i soliti sconti su tasse e condoni. C’è bisogno di serietà, di una maggioranza chiara, che assuma come fari la moralizzazione del Paese, la rinascita etica ed economica e il lavoro. Il lavoro prima di tutto. Etica, sobrietà, trasparenza. Non c’è un’altra possibilità. Lavoro e coesione sociale; autorevolezza in Europa; ricostruzione del Paese e dei suoi gangli fondamentali. Noi ripartiamo da qui. Facciamolo assieme, proviamo a ricostruirlo questo Paese, mettiamocela tutta.

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