La seduta è tolta

Ho avuto l’onore ed il privilegio di rappresentare il mio territorio in Parlamento per tre legislature. Sono stata sostenuta in difficili campagne elettorali da uomini e donne in modo generoso, appassionato, leale. Ho cercato di far tesoro di tutto questo e forse è stato proprio questo legame profondo che nei momenti più difficili – quelli in cui ho fatto fatica a riconoscermi in alcune scelte, in alcuni passaggi – mi ha sostenuto, consentendomi di stare con i piedi piantati per terra, di riconoscere in quel vincolo territoriale una grande forza. Oggi, a conclusione di questo ciclo, desidero prima di tutto ringraziare di cuore il mio partito per tutto questo. Ogni anno ho stilato un rendiconto del mio lavoro e oggi provo a mettere assieme i punti principali di questa XVIII Legislatura.

Una legislatura molto complessa, credo senza precedenti. Iniziata con il governo giallo-verde, caduto con il Papeete di Salvini, e proseguita con un governo a cui abbiamo preso parte. Ha fatto seguito la crisi determinata dall’uscita di Italia Viva che si è poi conclusa con la nascita del Governo Draghi, di sostanziale unità nazionale, e l’interruzione anticipata di luglio a causa delle scelte di M5S, Lega e Forza Italia.

È stata la legislatura della pandemia, del Paese che si è fermato davanti ad una crisi inedita per gravità, così come inedite sono state le soluzioni che si sono dovute ricercare. È stata la legislatura delle importanti risorse europee per la ripresa con il PNRR; quella della crisi dei prezzi energetici e della guerra alle porte dell’Europa. Il Parlamento è stato spesso messo a dura prova da una mole di decreti enorme e spazi per l’azione parlamentare molto ristretti. Nonostante tutto questo abbiamo ed ho cercato di rappresentare tante istanze che mi sono state poste. Qualche volta con risultati, qualche altra con delusioni. Del resto, va sempre ricordato che il Pd nel 2018 aveva perso malamente le elezioni e che, dopo la scissione di Italia Viva, siamo diventati il quarto gruppo parlamentare.

Sono stati, questi, anche gli anni del congresso che ha eletto Nicola Zingaretti e purtroppo delle sue dimissioni in modo traumatico; dell’arrivo di Enrico Letta e del mio ingresso nella sua Segreteria con la responsabilità delle politiche agricole. Della sua elezione nel collegio di Siena. Dell’ insediamento della Conferenza Nazionale delle Democratiche.

È stata la legislatura che ha visto l’approvazione, dopo 15 anni di attesa, della legge sull’agricoltura biologica, per la quale ho speso tanto tempo, energie, convinzione. È stata anche la legislatura della commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi, con mesi e mesi di lavoro intenso, una full immersion nella storia della banca MPS di quegli anni, nelle indagini, nei tanti punti mai chiariti, nel dolore dei suoi cari e degli amici. È stata la legislatura che ha rieletto il Presidente Mattarella. E meno male, considerando come si è poi conclusa pochi mesi fa, in modo davvero incredibile e traumatico, consegnandoci ad una campagna elettorale estiva, breve e – secondo i sondaggi – con la destra peggiore, nazionalista e sovranista, in vantaggio.

Saranno settimane impegnative quelle davanti a noi. Per tutti quanti. Non tutto è scritto: c’è da camminare e parlare con cittadini e cittadine per convincerli che, adesso, la scelta è davvero tra la destra, questa destra, e il Partito Democratico. Con i programmi, con candidati e candidate all’altezza dei tempi.

E adesso mettiamocela tutta!

A voi tutte e tutti, segretari di circolo, sindaci, volontari, uomini e donne impegnati nei mille rivoli della politica, va il mio grazie per questi splendidi anni: spero con il mio impegno di avervi restituito il senso della mia presenza in Parlamento per questo territorio.

Con affetto e gratitudine,

Susanna

 

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