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Il congresso Pd, la Toscana, Siena: vietato sbagliare

A cinque mesi dalla sconfitta del 25 settembre sappiamo bene che non è facile risalire quella china ma, con tutte le difficoltà e le discussioni, ci stiamo provando. Una mera operazione di maquillage, però, sarebbe fatale per il Partito Democratico: significherebbe ancora una volta non andare a fondo nelle ragioni delle nostre sconfitte, nella cesura avvenuta con il nostro elettorato. Ecco perché c’è bisogno di un cambiamento profondo, di un linguaggio nuovo, di una nuova visione della politica: abbiamo bisogno della freschezza che io ritrovo in Ellly Schlein.

Non può essere la solita storia

Quando si perde si deve sempre partire dalla ricerca dei propri errori: non sono i cittadini che non ti hanno capito, ma sei tu che non hai compreso o ascoltato molte cose. Noi non abbiamo ascoltato la frattura con la società che si era aperta in questi anni e non possiamo pensare che tutto si risolva con l’ennesimo congresso e un nuovo segretario. Penso sia arrivato il tempo di un nuovo progetto politico e non lo si costruisce in un mese: serve il tempo necessario e senza prenotazioni. Abbiamo tanto lavoro da fare.

La seduta è tolta

Ho avuto l’onore ed il privilegio di rappresentare il mio territorio in Parlamento per tre legislature. Oggi, a conclusione di questo ciclo, desidero prima di tutto ringraziare di cuore il mio partito per tutto questo. Ogni anno ho stilato un rendiconto del mio lavoro e oggi provo a mettere assieme i punti principali di questa XVIII Legislatura. Eccolo.

Vincono le idee: gambe in spalla e camminare

Credo che Enrico Letta ce l’abbia davvero messa tutta per provare a costruire un accordo largo che tenesse assieme forze diverse e diversamente collocate, che avessero comunque in comune degli obiettivi sacrosanti. Non è successo, ma adesso si guarda avanti: l’agenda del PD mette al primo posto due priorità assolute: ambiente e lavoro. Gambe in spalla e camminare.

Sul lato illuminato della luna

Le colpe di chi, con uno strappo violento, ha messo la parola fine all’esperienza del Governo Draghi sono note. Il Pd, a partire dal grande impegno del suo Segretario, ha lavorato in ogni modo per salvare il Governo. Ce l’abbiamo messa tutta. Oggi stiamo da un’altra parte: stiamo sul lato illuminato della luna, quello abitato dalle persone serie, trasparenti, affidabili, quelle che hanno a cuore la democrazia. E ci rimettiamo a lavoro.

Siccità e tempeste politiche

La terra brucia, anche a casa nostra: non è più il tempo di rimandare le scelte politiche sulla crisi climatica. L’emergenza ambientale riguarda ognuno di noi e lo fa oggi, tocca il tempo che stiamo vivendo e ci costringe a cambiare stili di vita. Questo ha bisogno di scelte politiche nette: noi sappiamo bene da che parte stare.

I leader nel treno e la leader che urla

Tre leader europei in treno, Draghi, Macron, Scholz in missione a Kiev. negli stessi giorni, in Spagna, Giorgia Meloni pronuncia alla manifestazione di Vox parole durissime. Sono due immagini distanti, opposte dell’Europa. Non credo possano esserci dubbi su quale debba essere la giusta collocazione.

Proteggere e ridurre le distanze

È stata una lunga direzione del Pd, quella di martedì. Il Segretario ha parlato dei prossimi referendum, del conflitto in corso, del futuro dell’Europa, dei grandi cambiamenti che ci stanno attraversando. Cambiamenti epocali che dobbiamo […]

Il momento del coraggio e della speranza

Quasi due mesi di guerra. La Russia ha rinunciato ai suoi progetti più ambiziosi su Kiev e ripiegato sulla fascia orientale e sudorientale, ma ha accresciuto la ferocia del suo passaggio. Bucha ed altre città […]

La dignità, quell’obiettivo per cui lavorare

No. Non è il 2013. La rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica non ha a mio parere quei connotati. Quello al suo secondo mandato è stato un “sì” forse non del tutto inatteso, […]

L’anno che verrà

I loro volti sorridenti sono stati sulle prime pagine dei giornali. Erano in alto, erano al lavoro. E da quell’altezza sono precipitati nell’abisso della morte: erano Roberto Peretto, 52 anni, Marco Pozzetti, 54, e Filippo […]