L’Italia che si fa il 25 settembre. Un voto al PD, per il destino delle nostre vite

Mancano pochi giorni al 25 settembre e questo è un voto che ci riguarda tutti: è il giorno in cui si decide che strada prende l’Italia. Dipende da noi. Facciamo di tutto, fino all’ultimo momento possibile per far vincere il Partito Democratico e la storia non sarà quella urlata dai palchi della destra più pericolosa, becera, ma quella che i giovani sotto i 35 anni stanno provano a rappresentare. “Casa per casa, strada per strada”. Coraggio, cambiamo i sondaggi.

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Come si vota il 25 settembre

Si vota domenica 25 settembre dalle 7 alle 23. La legge elettorale con cui, purtroppo, votiamo anche stavolta (Rosatellum) prevede che i seggi siano assegnati in parte con il sistema maggioritario e in parte con quello proporzionale. I candidati saranno quindi divisi in collegi uninominali e plurinominali; ma il meccanismo di voto non è così immediato. Ecco, quindi, come si vota.

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Il programma del PD per l’agricoltura come motore della transizione ecologica

Per molti anni mi sono occupata di agricoltura e pesca che possono, a mo avviso, essere il vero motore della transizione ecologica e di nuovi sistemi alimentari. Tutte queste esperienze, insieme alle tante istanze raccolte con l’ascolto dei territori, sono confluite della parte del programma del Pd dedicato all’agricoltura che, nelle scorse settimane, ho scritto insieme a molti colleghi e a donne e uomini competenti. Eccolo.

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La seduta è tolta

Ho avuto l’onore ed il privilegio di rappresentare il mio territorio in Parlamento per tre legislature. Oggi, a conclusione di questo ciclo, desidero prima di tutto ringraziare di cuore il mio partito per tutto questo. Ogni anno ho stilato un rendiconto del mio lavoro e oggi provo a mettere assieme i punti principali di questa XVIII Legislatura. Eccolo.

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Vincono le idee: gambe in spalla e camminare

Credo che Enrico Letta ce l’abbia davvero messa tutta per provare a costruire un accordo largo che tenesse assieme forze diverse e diversamente collocate, che avessero comunque in comune degli obiettivi sacrosanti. Non è successo, ma adesso si guarda avanti: l’agenda del PD mette al primo posto due priorità assolute: ambiente e lavoro. Gambe in spalla e camminare.

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