Caro Presidente Berlusconi

La notizia è su tutti i giornali di oggi: “Berlusconi è preoccupato per la crisi”:”

“Complimenti Presidente,

finalmente anche Lei ha compreso che il mondo intero, e nonostante Lei, anche il nostro Paese, sta vivendo una crisi economica e finanziaria senza precedenti, Ha capito anche che i suoi inviti all’ottimismo e al consumo forse …non erano proprio così azzeccati?

A Lei che ama le folle consiglio qualche giro fuori dalle fabbriche in uno dei tanti distretti in cui la piccola e media impresa in questi decenni, con fatica, ha prodotto lavoro e prodotti di eccellenza per il nostro exporti, oppure in un mercato rionale, o in banca, negli uffici che si occupano di credito, di mutui per l’acquisto della prima casa…

Capisco che occupato come è, ed è stato, dai mille problemi dell’Italia, dalle belle donne che dovrebbero essere scortate da un soldato, dai padri che vogliono togliersi “l’ingombro” di figlie in stato vegetativo, da centinaia di Parlamentari che vogliono farle perdere tempo…non potrà certo andare a verificare di persona..e allora magari ci mandi qualche suo collaboratore, ma provi, provi a capire sul serio cosa accade in Italia da mesi fuori dalla casa del grande fratello:

Lei ci provi:

Quanto a noi, del PD, abbiamo tanto lavoro da fare. I lavoratori, le donne, gli imprenditori dei nostri distretti, gli agricoltori, la gene comune…ha bisogno di trovare in noi l’ascolto e la proposta necessari:

Oggi in tutte le città saranno diffuse e presentate le nostre proposte per affrontare la crisi.,…Presidente…se passa si fermi, magari troverà utili questi materiali:”

  Susanna

3 thoughts on “Caro Presidente Berlusconi

  1. Oramai il berlusconismo penso che sia al suo ultimo atto, dopo le vergonose affermazioni e il disgustoso sciacallaggio mediatico qualcuno dovrà per forza aprire gl’occhi e ricredersi, penso che anche il più ipnotizzato in questi giorni avrà avuto un minimo risveglio su qual’è veramente la concezione di democrazia che ha il presidente ber-loscone.

  2. Forse il Presidente avrà da costruire, con i sui alleati della lega, o meglio, “da inventare la realtà” che li sostenga a varare leggi restrittive di liberta e non solo per le donne?
    Le ronde mi sucitano tanto il ricordo di altre squadre che nel secolo scorso fecero diversi danni.
    Tu sai spiegarti perchè i telegiornali comunichino (e menomale) i fatti di atroce violenza che avvengono fuori casa, mentre in alcuni momenti a fatica se ne veniva a conoscenza? io intuisco il messaggio – donne state in casa se volete stare al sicuro-
    Ultima riflessione come mai le violenza che avvengono in famiglia, dove ci si dovrebbe sentire sicure, non vengono comunicati come quelli commessi fuori casa? che giustamente devono essere detti non voglio essere fraintesa, ma quelli itrafamiliari dove avvengono? in un altro mondo?eppure chi lavora nel sociale lo sa quante donne e molto spesso bambine e anche bambini subiscono violenze dagli uomini di casa.
    Però, se si crea l’opinione che gli stranieri abusano delle donne, ci aiuta a trovare i consensi per mandarli a casa sua. meditate……….

  3. Tutela Azionisti vecchia Alitalia.

    La soluzione: warrant ( a titolo gratuito) con sconto del 99,9% sul titolo azionario Ansaldo, già adesso quotato alla borsa valori di Milano (se Cai-Alitalia non ci vuole o non può andare in borsa subito) Questa soluzione è totalmente gratuita per tutte le parti in causa, perché è remunerata dal mercato al momento della conversione che può avvenire non simultaneamente da parte dei possessori di queste opzioni,per non turbare l’andamento del titolo Ansaldo o creare danno a nessuno. Una vecchia azione Alitalia x 1 warrant gratuito con sconto alla conversione del 99.9% (praticamente un concambio paritario). Questa opzione coprirebbe e tutelerebbe al massimo, tutti i tipi di azionisti della vecchia Alitalia. Da quelli che hanno creduto alle promesse elettorali a quelli che sono degli ex dipendenti Alitalia (ora forse Cai) e che hanno questi titoli azionari in carico nel proprio dossier titoli di risparmio a 5-6 euro e oltre, anche in relazione allo sciagurato piano Cimoli che costrinse le persone a convertire le proprie spettanze e retribuzioni in azioni, con l’obbligo di non poter vendere per anni. Questa brutta manleva da parte della vecchia Alitalia, portò cittadini italiani che non hanno colpa (ancora in questo momento) a dare in garanzia-pegno i propri titoli a fronte di un mutuo bancario sulla prima casa in giro per l’Italia. Insomma una tragedia collettiva. La soluzione che propongo, permetterebbe a molto breve tempo e all’abbisogna per alcune persone, la possibilità di avere un sollievo economico, rientrando in parte o in toto del maltolto, che rappresenta una vita di sacrifici e duro lavoro. Tutto questo anche in relazione alla grave situazione economica generale, che eventualmente in caso di un apocalisse per gli azionisti di Alitalia, porterebbe alla già disperazione,anche nella consapevolezza che quasi nessuno avrebbe la possibilità di rientrare o ammortizzare un colpo durissimo di questo tipo.. Credo che sia inutile sovraccaricare poi le strutture di solidarietà dello Stato o le gentili associazioni di volontariato sul territorio. Questa soluzione è applicabile immediatamente, mediante un decreto attuativo da parte del Presidente del Consiglio già previsto in relazione allo sviluppo del comma Tutela degli Azionisti, legge 166 già in vigore oppure tramite un emendamento proposto ed approvato alla prossima conversione di un decreto o di una legge sempre in materia finanziaria. Tutto questo senza aspettare il 31 Maggio o prima e/o anche gravare sui fondi dormienti o altri possibili stanziamenti del caso. Gli obbligazionisti sarebbero rimborsati in totalmente A parte Ansaldo, ci sono altre società più adatte al salvataggio degli az, attraverso società in cui lo Stato ha partecipazioni dirette come ad esempio Eni, Enel e Finmeccanica che si prestano a tale soluzione anche se per applicarla in concreto la società scelta dovrebbe fare un aumento di capitale con motivazione ben più robusta di quella per permettere allo Stato di dare i diritti agli AZA per indennizzarli. Ma è una cosa superabile se l’aumento di capitale è senza sovrapprezzo. Gli altri azionisti non ci rimetterebbero niente.

    Per fare un esempio concreto della Giorgio-Kafka’s Solution! ho scelto tuttavia una società di fantasia che chiamerò ALFA, con dati inventati, poiché lo scopo è quello di far capire come di concreto funziona la soluzione, e i dati inventanti che userò si possono sostituire con quelli concreti di una delle tre società di cui sopra. Ovviamente i dati sono SEMPLIFICATI AL MASSIMO.

    Dati necessari (inventati ma fungibili) per l’applicazione della Giorgio-Kafka’s Solution!

    1 – Valore nominale azioni ALFA = 1 euro 2 – Numero azioni in circolazione = 1.000.000.000 3 – Capitale Sociale = 1.000.000.000 di euro 4 – Quota diretta dello Stato = 50% (500.000.000 azioni) 5 – Flottante in Borsa = 50% (500.000.000 azioni) 6 – Prezzo di Borsa = 5 euro 7 – Capitalizzazione = 5.000.000.000 di euro 8 – Il capitale Sociale viene varato al prezzo di 1 euro (perciò, senza sovrapprezzo) 9 – Il rapporto di conversione è 1-1 10 – Lo Stato ha nel proprio bilancio le azioni Alfa iscritte al valore nominale (1 euro per azione) perciò, stante la quotazione in borsa di 5 euro, possiede 4 euro per azione di plusvalenza inespressa.

    Ecco i calcoli:

    A – Lo Stato, al varo dell’aumento di capitale, riceverà 1 diritto di conversione per ogni sua azione: cioè riceverà 500.000.000 diritti. B – Conseguentemente a tutto quanto sopra, il valore di ogni diritto sarà di 2 euro (calcolo facile!) C – Lo Stato pertanto avrà in mano la cifra potenziale di 1.000.000.000 di euro da usare (in parte…perché ne bastano 600.000.000) per indennizzare le 600.000.000 azioni AZA dei privati che, per comodità di calcolo, supponiamo voglia indennizzare a 1 euro per azione. D – Lo Stato regalerà 1 diritto ALFA del valore di 2 euro ogni 2 azioni AZA E – L’azionista AZA potrà “monetizzare” il diritto vendendolo in borsa oppure convertendolo e pagando le azioni ALFA a 1 euro che in borsa varranno 3 euro (calcolo facile!) F – Lo Stato potrà vendersi i restanti diritti oppure convertirli in tutto o in parte. G – Il governo non dovrà spendere soldi (e, con la nuova legge, giustificarne le fonti di copertura) perché anche il nuovo valore della partecipazione in ALFA, nonostante la diminuita partecipazione percentuale, sarà superiore a quello iscritto in bilancio.

    Adeguando i dati alla realtà di Eni, Enel e Finmeccanica vi accorgerete che ciò è fattibile per tutte e tre le società. Per l’esattezza si prestano meglio data la differenza capitale sociale- capitalizzazione: con conseguente maggior plusvalenza inespressa della quota statale prima ENI, poi Enel, poi Finmeccanica.

    In sintesi: basta un qualsiasi aumento di capitale di una società a partecipazione diretta dello Stato (preferibilmente quotata in Borsa…ma anche da quotare!) che generi un valore di 600 milioni di euro di diritti per poter indennizzare gli AZA.

    Insomma se si vuole fare bene, lo si può fare con az. Grazie per l’attenzione.

    giorgiomilano24@yahoo.it

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