Non può essere la solita storia

Quando si perde si deve sempre partire dalla ricerca dei propri errori: non sono i cittadini che non ti hanno capito, ma sei tu che non hai compreso o ascoltato molte cose. Noi non abbiamo ascoltato la frattura con la società che si era aperta in questi anni e non possiamo pensare che tutto si risolva con l’ennesimo congresso e un nuovo segretario. Penso sia arrivato il tempo di un nuovo progetto politico e non lo si costruisce in un mese: serve il tempo necessario e senza prenotazioni. Abbiamo tanto lavoro da fare.

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L’Italia che si fa il 25 settembre. Un voto al PD, per il destino delle nostre vite

Mancano pochi giorni al 25 settembre e questo è un voto che ci riguarda tutti: è il giorno in cui si decide che strada prende l’Italia. Dipende da noi. Facciamo di tutto, fino all’ultimo momento possibile per far vincere il Partito Democratico e la storia non sarà quella urlata dai palchi della destra più pericolosa, becera, ma quella che i giovani sotto i 35 anni stanno provano a rappresentare. “Casa per casa, strada per strada”. Coraggio, cambiamo i sondaggi.

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La seduta è tolta

Ho avuto l’onore ed il privilegio di rappresentare il mio territorio in Parlamento per tre legislature. Oggi, a conclusione di questo ciclo, desidero prima di tutto ringraziare di cuore il mio partito per tutto questo. Ogni anno ho stilato un rendiconto del mio lavoro e oggi provo a mettere assieme i punti principali di questa XVIII Legislatura. Eccolo.

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Vincono le idee: gambe in spalla e camminare

Credo che Enrico Letta ce l’abbia davvero messa tutta per provare a costruire un accordo largo che tenesse assieme forze diverse e diversamente collocate, che avessero comunque in comune degli obiettivi sacrosanti. Non è successo, ma adesso si guarda avanti: l’agenda del PD mette al primo posto due priorità assolute: ambiente e lavoro. Gambe in spalla e camminare.

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