Grandi sfide impongono grandi responsabilità

Si sono appena spente le luci del 25 novembre, messi via i fiocchi rossi, le cerimonie, i discorsi ufficiali; un fiume di donne dipinte di fucsia ha attraversato la capitale ripetendo numeri che parlando di femminicidi, violenze, molestie. Eppure, nel fine settimana calcistico, un gesto violento arriva direttamente nelle case: Greta Beccaglia – giornalista di Toscana Tv – viene molestata in diretta da alcuni tifosi che escono dallo stadio. Un gesto cui fa seguito un «non prendertela», pronunciato dal suo collega (uomo) in studio, mentre lei invece giustamente se la prende, protesta eccome. Ma può tutto questo essere ancora un problema delle donne? Può tacere il mondo del giornalismo sportivo, quello del calcio? Io penso di no e confermo ciò che da anni continuo a ripetere: la violenza contro le donne la sconfiggeremo quando gli uomini prenderanno in mano sé stessi per cambiare la rotta.

Di violenza abbiamo parlato in Aula giovedì scorso, con una condivisione ampia e trasversale che ha portato all’approvazione unanime di una mozione. Restano visioni diverse tra le forze politiche, tra chi continua a vedere la soluzione solo nella deterrenza delle norme penali e chi, come me, pensa invece che il tema vero – al netto dell’applicazione e del rispetto delle norme – stia soprattutto nella necessità di un cambiamento profondo di carattere culturale, sociale, economico che investa sulla soggettività delle donne.

La pandemia non è finita. Mentre si corre verso la somministrazione della terza dose dei vaccini, arriva una nuova variante. Non è ancora accertato se “omicron” rappresenti un rischio non calcolato o quanto sia aggressiva; sappiamo che è molto contagiosa e che – come ripetono gli esperti – sia necessaria una vaccinazione di massa proprio per ridurre la circolazione e la riproposizione di varianti. La vicenda ci rammenta quanto fosse giusta la preoccupazione, discussa e tradotta anche in alcuni impegni del G20 di Roma, a proposito della necessità che i Paesi più ricchi investano nell’acquisto di vaccini per il sud del mondo, in modo particolare per l’Africa dove, accanto alle condizioni di povertà, economica e alimentare, il Covid rischia di mietere ancora vittime, produrre varianti e contribuire a nuove stagioni epidemiche mondiali.

Con la nuova variante abbiamo assistito al “Black Friday” delle borse, con forti perdite in tutta Europa. Quella ripresa che cominciava a registrare numeri importanti può essere nuovamente a rischio se saremo costretti a nuovi stop, lockdown e soprattutto altri decessi o difficoltà nelle terapie intensive. Le scelte che il nostro Paese ha compiuto con un pressante invito alla vaccinazione, con l’istituzione del green pass, rafforzato con il decreto dei giorni scorsi, ci restituiscono numeri lontani dalle emergenze di altri Paesi, come Germania, Belgio, Inghilterra, Austria. Vaccinazione, tracciamento, green pass sono gli strumenti con i quali difendere la ripresa, la sicurezza, il lavoro, la vita quotidiana di tutti noi.

Il Governo Draghi sta tenendo la barra dritta sulla ripartenza e sul governo dell’emergenza sanitaria. La grande mole di risorse ottenute con il PNRR va spesa presto e bene per raggiungere gli obiettivi individuati. Non mancano le criticità nella capacità progettuale, nell’operatività di ministeri e amministrazioni territoriali e, purtroppo, nemmeno le fibrillazioni politiche che hanno portato nelle scorse settimane anche a voti differenziati in Parlamento da parte di forze della maggioranza.

La legge di Bilancio ha avviato il proprio iter al Senato e presenta contenuti importanti, tra cui gli 8 miliardi di intervento fiscale (7 su Irpef, 1 su Irap). Il Pd ha espresso da subito, con chiarezza, la necessità di destinarli al lavoro dipendente e ai redditi più bassi, senza dimenticare una parte della riscrittura degli ammortizzatori sociali e delle pensioni, su cui è ancora in corso un confronto con i sindacati. Buoni anche i contenuti che riguardano le donne come, ad esempio, la riduzione dell’Iva su assorbenti, il congedo di paternità, decontribuzione alle lavoratrici madri, il piano strategico per le pari opportunità, fondo per il sostengo alla partita salariale, il piano contro la violenza. Si stanziano, inoltre, più di 4 miliardi per la sanità, si confermano gli eco bonus, si interviene con dotazioni importanti su investimenti pubblici e privati, si confermano alcune misure per giovani e imprese, così come per il settore agricolo.

In questi giorni si avvierà l’esame degli emendamenti nella speranza che quel patto di responsabilità e collegialità della maggioranza, auspicato dal Segretario Enrico Letta, si concretizzi.

Non mancano purtroppo i dubbi. troppi calcoli sulla convenienza o meno di un voto anticipato e prove tecniche in Aula di accordicchi sul Quirinale, appuntamento che da gennaio riguarderà il Parlamento e, forse, anche il futuro del Governo. Il punto è che la quarta ondata del Covid e una ripresa economica appena avviata avrebbero bisogno di stabilità e senso di responsabilità, quella responsabilità che – secondo i sondaggi – premierebbe le forze politiche che hanno anteposto gli interessi del Paese a quelli dei loro leader: in primis il Partito Democratico ed Enrico Letta che con determinazione ha tenuto la barra dritta, sostenuto Draghi senza tacere scelte e priorità.

Saranno settimane in cui si agiteranno venti e burrasche. A noi il senso di responsabilità non è mai mancato, nella consapevolezza che la lealtà al Governo va dimostrata, ma anche nella convinzione che davvero da questa drammatica crisi si può uscire solo a sinistra.

Lo vediamo anche in queste ore: ai confini con l’Europa la dittatura bielorussa spinge profughi verso la Polonia e non è bastata una creatura di un anno morta di freddo a far cessare questa tragedia. In Germania il nuovo Governo di Olaf Sholz prende il via mettendo basandosi su alcune scelte importanti, tra cui una grande centralità della crisi climatica e del ministero per l’Ambiente, il voto ai sedicenni, il salario minimo a 12 euro, l’eliminazione del carbone entro il 2030.

Scelte molto chiare che ci fanno ben sperare.

Susanna

One thought on “Grandi sfide impongono grandi responsabilità

  1. Condivido tutto l’articolo. Vorrei solo sottolineare l’importanza di quanto affermi sulla violenza di genere. La violenza di genere è la bruttissima punta di un iceberg terribile. Il problema investe la cultura in tutti i suoi aspetti, sociali, filosofici, etici. Si tratta di diventare umani rispettosi dell’altra persona, di ogni genere e pensiero. Si tratta di costruire una democrazia compiuta cosi come auspicato dalla nostra costituzione, cioè parità di dignità senza distinzione di razza, sesso , religione ecc.
    L’incitamento all’odio fomenta azioni di odio: femminicidi, bullismo, violenza di gruppo, violenza individuale.
    Purtroppo anche l’informazione mette in risalto sempre tutte le forme di violenza possibili. Forse perché fanno più clamore ? Appassionano più di altri fatti? Forse perché le notizie su persone normali e perbene sono noiose? Non so . Però so che questa informazione diseduca ed abbassa il livello culturale. Talvolta anche la satira cade in basso.
    Informazione istruzione ed educazione alla bellezza dell’onestà, del rispetto di tutto i l creato, dell’amore verso se stessi e gli altri, possono aiutare a superare questo periodo difficile ed a costruire un mondo migliore.
    So che è difficile ma bisogna lavorare in questa direzione come fai tu. Forza, dobbiamo farcela.
    Cari saluti
    Maria Taddei

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