Quello che mi sono sentita di dire nella piazza del 13 febbraio a Siena

Alla fine ho recuperato il mio intervento in piazza Salimbeni, a Siena, lo scorso 13 febbraio. Lo metto sul sito. Vorrei anche raccogliere i contributi di tutte, perché è solo da quella ricchezza che si può capire quanto è prezioso quell’insieme. Appena tutto sarà raccolto chiederò di poterlo ospitare in queste pagine.

“Sono qui per alcune ragioni che stanno nei numeri:

quelli dell’occupazione femminile, quelli che ci dicono che la percentuale delle ragazze che si laurea è superiore a quella dei ragazzi, quelli che collocano l’Italia in fondo al Gender Gap (dopo Paesi di cui qualcuno non conosce il nome), quelli delle poche donne ai vertici di aziende, di istituzioni, di banche e quelli che ci ricordano che solo in Italia, nei media, la donna compare in tvnel 68% dei casi nei servizi di cronaca nera (come vittima), è associata allo spettacolo e alla moda nel 32% delle presenze, alla violenza al 14%, alla giustizia al 12%, alla cultura solo nel 6% dei casi e alla politica nel 4%. Non si parla dei Nobel, delle competenze e dei successi professionali.

Sono qui perché in effetti le donne in queste settimana, sono state fin sovraesposte,  in decine e decine di pagine sui maggiori quotidiani italiani, quotidiani quotatissimi, talk show televisivi, …ma le tante donne che nelle foto …compaiono in abiti succinti, corsetti, tacchi a spillo, labbra siliconate e… per lo più hanno meno di venticinque anni.

Sono qui per ragioni che stanno nei fatti:

la legge che impediva l’uso delle dimissioni in bianco approvata nel 2008 è stata cancellata, le risorse ai centri antiviolenza anche, gli stanziamenti per asili nido, servizi, scuola pubblica, tempo pieno, università, tagliati e stravolti. Sarà più difficile usare il part-time ed uscirne, i comitati di ente per le pari opportunità non si occupano più di opportunità di genere..ma di tutto un po’..e quindi di niente.

Sono qui per alcune ragioni che stanno nelle parole: “la violenza sulle donne?…non posso mica mettere un soldato a difesa di ogni bella donna?”; “Venite ad investire in Italia…abbiamo bellissime segretarie”; “Lei Onorevole Bindi, è più bella che intelligente”; “Meglio puttaniere che gay”; “Da grande vorrei fare la velina o la parlamentare”.

Sono qui perché, nelle settimane scorse, su facebook è partito un bel gioco invitando le donne a sostituire la propria foto con quella di una donna che ritenevano significativa per l’immagine delle donne. Ed in poco tempo il social network si è riempito di Nilde Jotti, Virginia Wolf, Frida Kalo, Tina Modotti, Tina Anselmi, Simone de Beauvoir, Elsa Morante, Anna Magnani, Vandana Shiva, Anna Harendt e tante altre splendide donne.

Sono qui perché tre mesi fa ho scritto un articolo che l’Unità mi ha pubblicato, in cui scrivevo: “e se fossero le donne a sfiduciare il Premier? …e tante donne, da diverse città italiane, mi hanno scritto”.

Sono qui perché in questa piazza ci sono tante donne con cui condivido mobilitazioni, pensiero, delusioni, passioni e speranze.

Sono qui perché in questa piazza ci sono donne che non conosco e che forse non la pensano come me su tante cose e comunque siamo qui assieme.

Sono qui perché anche se con una legge che non mi piace, sono stata eletta in Parlamento e, il 14 dicembre non sono riuscita a fermare le lacrime davanti alle risate di chi comprava i parlamentari dentro a Montecitorio, e non sono riuscita a fermarle fuori, davanti ai blindati, ai fumogeni che arginavano l’onda degli studenti.

Sono qui per mia madre, che mi ha insegnato la dignità ed il rispetto per me stessa, innanzitutto.

Sono qui perché questo è sempre meno un Paese per donne, ma è il nostro Paese, con una carta ed unastoria scritte anche dalle donne, ed io credo che noi possiamo cambiarlo.

Sono qui per Alessia che dieci giorni fa ci ha lasciato, ma che sarebbe stata in piazza, forse a Firenze, forse nelsuo Mugello, e che con la sua profonda coscienza di genere ha segnato il suo impegno politico, le suecoraggiose scelte, la dura battaglia con la malattia.

Sono qui perché le donne non sono mai state in silenzio, ma oggi 240 piazze contemporaneamente possono fare tanto, tanto rumore.

Sono qui perché …

mai come oggi, la democrazia, la dignità femminile, il rispetto delle regole, il futuro delle giovani generazioni e la libertà sono state così legate, e  nelle nostre mani.

Io sono qui

perché sono convinta che Oggi sia un momento importante, perché non c’è di noi giudizio morale, ma consapevolezza di un andamento molto pericoloso per  la libertà femminile,

perché sono convinta che non ci perderemo e non ci fermeremo.”

2 thoughts on “Quello che mi sono sentita di dire nella piazza del 13 febbraio a Siena

  1. Sono stata a Siena il 13 febbraio perché:
    1) sono donna e, come tale, impegnata su più fronti (madre, lavoratrice, ecc…);
    2) alle mie alunne cerco di NON trasmettere nozioni come se fossero vasi vuoti, ma mi sforzo di attivare la loro capacità critica, che certo passa dalla conoscenza, o meglio, dalle conoscenze di cui si discute anche in un’aula scolastica PUBBLICA, alla quale inviterei a partecipare senza spocchia e la Ministra e il nostro (ma non mi sento mio) Presidente del Consiglio, affinché veda e senta con le sue orecchie quello che fanno gli insegnanti, la passione con cui ci poniamo di fronte ai giovani, ai quali NON insegniamo scorciatoie per avere successo e denaro;
    3) sono cittadina e NON suddita e so ragionare con la mia testa, che non necessariamente é bella secondo i canoni che vanno di moda … o sembrano andare di moda, perché quelle piazze del 13 febbraio hanno fatto vedere NON poche radical chic, ma donne VERE e BELLE;
    4) perché le nostre rappresentanti politiche non si sentano sole ad affrontare la politica.

  2. Apprezzo moltissimo questa capacità politica di nomiinare le cose e spero che ripartire dai dati di realtà e dai bisogni condivisi nutra il confronto con le nuove generazioni , e che il caldo senso di appartenenza di genere, di solidarietà, che anima questo intervento, rafforzi la fiducia che” le donne possono”, possono davvero ripensare il mondo e conquistare una forte rappresentanza per costruire più ecologici-sostenibili, giusti, progetti di convivenza per tutti

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