Se ripartire da “Berlinguer” aiuta a vedere più in là…

“Staccare la spina qualche giorno è sempre necessario. E lo è non solo per ricaricare le pile, ma per ritrovare il modo giusto e ponderato, utile a leggere le cose e rimettersi in moto al meglio. La cosa complessa per quanto mi riguarda, in questi giorni, non è tanto il “rimettersi in moto”, vista la mole di cose già riprese o da riprendere in mano, ma proprio ritrovare il modo giusto e utile di leggere le cose che stanno accadendo e che avremo davanti dai prossimi giorni.

Le settimane passate non ci hanno mai consentito di distogliere l’attenzione dallo scenario internazionale per la gravità dei conflitti aperti e per il grado di immane violenza in atto in troppe aree del Mondo, spesso veicolata in modo nuovo ed immediato grazie a Social ed altri strumenti. Sembra sul serio aprirsi una possibilità per il conflitto israelo/palestinese, ma resta tutto il resto, con una palese inefficacia di intervento da parte dell’Occidente e dell’Unione europea di fronte a nuovi potenti protagonisti.

I numeri dei morti nel Mediterraneo e l’esodo verso le nostre isole sono quasi incalcolabili e un reale ingresso in scena degli organismi internazionali non è più rinviabile. Un virus terribile, come l’Ebola ha macinato migliaia di morti in Africa, ricordandoci quanto la ricerca, assieme alla sicurezza sanitaria, sociale e alimentare resti fondamentale.

La catena dei femminicidi nel nostro Paese non si è mai arrestata, così come il modo inadeguato dei media di raccontarli. Si è aperta una discussione, spero conclusa, sulla legge 40, e sull’opportunità, (che ho già avuto modo di definire inopportunità), di un nuovo decreto. Per fortuna la Toscana, da sempre in prima fila sul tema, si è invece compreso come la legge 40 sia stata corretta dalle sentenze e si è semplicemente ripreso a fornire assistenza e servizi alle coppie che necessitano di procreazione assistita.

Sono poi di questi giorni alcuni passaggi importanti di carattere internazionale, come l’auspicabile conclusione della vicenda del commissario europeo agli affari Esteri, ruolo cui abbiamo candidato la nostra ministra Federica Mogherini, ed è evidente quanto un ruolo legittimato ed autorevole in quella postazione, sia oggi necessario per le vicende internazionali che ho citato sopra.

Credo però che la priorità assoluta di questi e dei prossimi giorni sia la necessaria ripresa economica e occupazionale del Paese, di fronte a dati sempre assai preoccupanti. Secondo quelli forniti da Eurostat il Prodotto interno lordo dell’Italia, nel secondo trimestre è stato confermato in contrazione -0,2% dopo il -0,6% nei primi tre mesi dell’anno. E anche l’Ocse prevede una contrazione di -1,8%, unico paese in recessione del G7. Sul lato dell’occupazione i dati non sono di certo migliori. Si parla di 704 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo gennaio-agosto 2013 (fonte Inps); con un +12,4% ad agosto. Nero anche il quadro della chiusura delle aziende: per la crisi, tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9mila imprese storiche, con più di 50 anni di attività. Si tratta di 1 impresa storica su 4 (fonte: Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza). Parlando di credito alle imprese, secondo la Bce nel luglio 2013 la contrazione è di -3,7%, superiore a quella registrata a giugno (-3,2%) e maggio (-3,1%). I prestiti bancari fino a 12 mesi, quelli più adatti a finanziare il capitale circolante delle imprese, è -4,0%. Sono andati in fumo 60 miliardi di prestiti. I Consumi scendono del 7,8% , con cali maggiori per abiti, mobili e alimentari e in quanto a competitività l’Italia è al 49° posto nel mondo, battuta anche da Lituania e Barbados (fonte: World Economic Forum).

In questi giorni il Consiglio dei Ministri varerà lo “Sblocca Italia”, si corre per la Riforma della giustizia, si annunciano provvedimenti importanti per la scuola, ma dai prossimi giorni Job’s Act e Legge di stabilità saranno il terreno di massimo impegno di Governo e maggioranza. Lavoro e crescita prima di tutto. Certo temi che non riguardano solo il nostro Paese, e da qualche settimana infatti dati nuovi e preoccupanti fanno riferimento alla stessa Germania.

L’ho detto e scritto molte volte nelle mie brevi riflessioni, il tema ormai è come ripensare a un modello di sviluppo e ai suoi fondamentali, e per fortuna sono in tanti a ragionarci. Mi perdonerete se lascio sullo sfondo i gossip di questa breve e difficile estate, compresi i secchi d’acqua gelata e le copertine di alcuni settimanali. Preferisco concludere queste poche righe ragionando su di noi, sul Pd. Lo faccio perché nonostante le enormi difficoltà migliaia di uomini e donne si “ostinano” a impegnarsi nelle Feste de l’Unità. E a tal proposito voglio ricordare che l’Unità, che dal 1° agosto non era più in edicola, torna a far sentire la sua voce online (LINK http://www.unita.it/).

Le Feste dell’Unità sono tornate nei nostri comuni più o meno piccoli, nelle città e anche a Siena, dove sperimentiamo per la prima volta nuovi spazi fuori dalla storica Fortezza. E lo fa la Toscana nei suoi mille campanili, così come a Ferrara avremo nuovamente la Festa nazionale degli Ecologisti Democratici. Io desidero cogliere anche questa occasione per ringraziare tutti i nostri volontari per l’ enorme sforzo e per le tante occasioni di incontro che questi appuntamenti rappresentano. Anche per questo mi fa piacere, così come ho fatto con gli ultimi impegni di metà agosto, ripartire, dopo qualche giorno di stop, dalle Feste e farlo parlando di Berlinguer a Pienza.

Chissà poi se è vero, ma mi fa piacere sentire nel mio animo che ripartire da Berlinguer, da quel respiro della politica e dell’impegno può aiutare sempre a vedere più in là, e certamente a collocare molto, molto sullo sfondo copertine di alcuni settimanali e secchiate di acqua gelata. E’ comunque un buon modo di tenere bene i piedi piantati sulla terra e lo sguardo rivolto al futuro”.

Un caro saluto

Susanna

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