Un Pd trasparente e “depurato”

“ I congressi locali sono conclusi. Niccolò è nuovamente eletto con un bel risultato, alle segreteria provinciale, i territori hanno scelto nuovi e bravi segretari nei circoli e nelle unioni comunali. Una partecipazione importante ( ho già avuto modo di dire quanto non mi piaccia questa modalità di votare tanto e di discutere poco), uno sforzo organizzativo comunque importane. Circoli aperti. E’ stata una bella squadra quella dei nostri segretari per quanto ho avuto modo di vedere, e ben poco mi interessa quanti voteranno Cuperlo, Civati, Renzi o Pittella. Mi interessa che siano il nostro esercito per far crescere e radicale il nostro Partito e che si impegnino per evitare la sclerotizzazione correntizia. A tutti loro va il mio più sincero e affettuoso augurio di buon lavoro.

Mi sembra però importante dedicare qualche riga anche a vicende meno edificanti, che purtroppo hanno riempito le pagine dei giornali e mi riferisco agli episodi di tesseramento anomalo che hanno riguardato alcune realtà.

Iscriversi dovrebbe essere una scelta consapevole, significa “fare parte”, “essere parte”. Far parte di un gruppo, di una comunità, di un insieme di persone. Significa condividere, assumersi onori, condividere onori, passione e anche sofferenza. Certo, potersi iscriversi anche il giorno prima del congresso, può avere tale connotazione, ma magari fermarsi ad ascoltare, cercare di capire dove si è, provare a dire la propria opinione potrebbe dimostrare anche che tale interesse c’è. E’ chiedere troppo che il tesseramento al Pd sia questo? Quanto accaduto in alcune realtà del Paese è molto grave. Si parla di tesseramento gonfiato, di gruppi organizzati invitati ad iscriversi per votare in massa questo o quel candidato. Si, è grave. E’ molto grave.

Io da tempo penso che gli iscritti non possono essere l’unica ed esclusiva “base” di riferimento per il nostro partito. Penso ad esempio che il popolo delle primarie debba costituire un riferimento da consultare, sentire anche sulle grandi scelte di carattere programmatico, contenutistico e non da mobiliare per la scelta delle persone. Penso che si possono organizzare referendum consultivi. Nel mio piccolo continuo a incontrare le persone che mi hanno sostenuta, anche se non iscritti al pd. Ma penso anche gli ultimi iscritti siano una base imprescindibile e importante e che, un partito come il nostro, debba mettere al bando, senza se e senza ma, ogni comportamento dubbio, ogni sospetto di “possibile scambio” di gruppi o comunità esterne per fini interni. Siamo ancora l’unico partito che organizza grandi momenti di partecipazione democratica e le notizie giunte dai giornali rischiano di annullare, in un soffio, questa grande differenza. Spero di cuore che i 4 candidati, tutti sappiano dire parole chiare  compiere gesti coraggiosi per fermare questi comportamenti. Ne va della nostra credibilità e dell’onorabilità di ognuno di noi: dal gruppo dirigente ai volontari che anche nell’organizzazione dei congressi si sono messi a disposizione. Anche nel nostro territorio c’è la segnalazione di qualche episodio non edificante.  Certo non si tratta di numeri e di fatti così gravi, ma penso che i comportamenti non limpidi vadano correnti in tempo. Se vogliamo bene al Pd facciamolo. Ma facciamolo sul serio”.

Susanna

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